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Summer School Of Clinical Hypnosis

L’ipnosi clinica ha evidenze reali in ambiti circoscritti e ben identificati. Attorno a quel nucleo circolano però affermazioni che la ricerca non sostiene, e distinguerle è utile sia a chi valuta un percorso formativo sia a chi considera un trattamento. Questa pagina rielabora l’annuncio di un corso del 2014: date, sedi, costi e riferimenti commerciali […]

Psicolab — Summer School Of Clinical Hypnosis
L’ipnosi clinica ha evidenze reali in ambiti circoscritti e ben identificati. Attorno a quel nucleo circolano però affermazioni che la ricerca non sostiene, e distinguerle è utile sia a chi valuta un percorso formativo sia a chi considera un trattamento.
Questa pagina rielabora l’annuncio di un corso del 2014: date, sedi, costi e riferimenti commerciali sono stati omessi. Articolo divulgativo, nessuna promozione. In Italia l’ipnosi in ambito clinico è riservata a medici e psicologi abilitati.

Dove funziona

Il quadro va costruito per ambiti, perché il supporto empirico cambia molto.

Il dolore è l’area più solida: le revisioni documentano una riduzione del dolore acuto e procedurale, con effetti da moderati, e risultati in ambito ostetrico e odontoiatrico.

La sindrome dell’intestino irritabile è l’altro ambito con supporto consistente, tanto da comparire in alcune linee guida come opzione dopo il fallimento di altri trattamenti.

Risultati positivi ma più limitati riguardano l’ansia procedurale, alcuni sintomi in oncologia (nausea anticipatoria, vampate) e il supporto nella cessazione del fumo, dove però le revisioni non mostrano superiorità rispetto ad altri interventi.

L’impiego più sostenuto è generalmente come componente aggiuntiva a un trattamento psicologico strutturato, più che come tecnica isolata.

Le affermazioni da correggere

Il testo originale contiene tre passaggi che meritano una rettifica.

Primo: l’ipnosi non ha rivelato l’esistenza dell’inconscio. L’elaborazione non consapevole è studiata oggi con metodi sperimentali che non hanno nulla a che vedere con l’ipnosi, e i fenomeni ipnotici sono spiegabili senza postulare un livello nascosto della mente dotato di intenzioni.

Secondo: l’espressione “disturbi nevrotici” appartiene a una nosografia abbandonata dai sistemi diagnostici attuali.

Terzo, e più rilevante: la promessa di risultati rapidi ed efficaci su molti disturbi non è sostenuta. Gli ambiti con evidenze sono pochi e circoscritti, e nella maggior parte delle condizioni psicologiche l’ipnosi non è il trattamento di prima scelta.

Va aggiunto un punto che riguarda i fondamenti: non esiste consenso su cosa sia lo stato ipnotico. Una parte della ricerca lo descrive come stato alterato, un’altra come effetto di aspettativa, immaginazione e adesione al ruolo, e i due modelli non sono ancora stati risolti sperimentalmente. Presentare “basi neurologiche” consolidate è prematuro.

La questione della memoria

È il punto su cui esiste il consenso più netto, ed è quello che i corsi menzionano meno.

L’ipnosi non migliora l’accuratezza dei ricordi. Aumenta la quantità di materiale riferito e soprattutto la fiducia con cui viene riferito, senza che l’accuratezza cresca in proporzione.

Ne deriva un rischio documentato: la produzione di ricordi dettagliati e convincenti di eventi mai accaduti, vissuti come autentici. È la ragione per cui in diversi ordinamenti le testimonianze raccolte sotto ipnosi hanno valore limitato o nullo.

Va segnalato che una parte della suscettibilità ipnotica è una caratteristica individuale relativamente stabile: le persone rispondono in misura molto diversa, e una quota non risponde in modo apprezzabile. Chi promette risultati per chiunque sta ignorando questo dato.

Come valutare un percorso formativo

  • A chi è rivolto: un corso serio è riservato a professionisti sanitari abilitati, perché l’uso clinico lo è.
  • Cosa dichiara di insegnare: la promessa di “tutti gli strumenti per cominciare a lavorare” in un percorso intensivo breve è da ridimensionare.
  • Quali evidenze presenta e per quali indicazioni, e se distingue ciò che è dimostrato da ciò che è promettente.
  • Come tratta il tema dei rischi e delle controindicazioni: un corso che non ne parla è un segnale.
  • Chi riconosce l’attestato rilasciato, oltre a chi lo rilascia.

Sulle controindicazioni: sono descritte reazioni avverse, in particolare in persone con disturbi psicotici o dissociativi, e ogni impiego richiede consenso informato reale sui limiti della tecnica.

Domande frequenti

In quali ambiti l’ipnosi ha evidenze?

Soprattutto nel dolore acuto e procedurale e nella sindrome dell’intestino irritabile. Risultati piu limitati su ansia procedurale e alcuni sintomi in oncologia.

Aiuta a recuperare i ricordi?

No: aumenta la quantita di materiale riferito e la fiducia in esso, non l’accuratezza. Puo produrre ricordi convincenti di eventi mai accaduti.

Funziona con chiunque?

No. La suscettibilita ipnotica e una caratteristica individuale relativamente stabile, e una parte delle persone non risponde in modo apprezzabile.

E una tecnica con basi neurologiche accertate?

Non ancora: non esiste consenso su cosa sia lo stato ipnotico, e i modelli che lo descrivono come stato alterato o come effetto di aspettativa non sono stati risolti.

L’ipnosi clinica funziona in ambiti circoscritti (dolore acuto e procedurale, intestino irritabile) soprattutto come componente aggiuntiva a un trattamento strutturato. Non ha rivelato l’inconscio, non produce risultati rapidi su molti disturbi e non ha basi neurologiche consolidate: cosa sia lo stato ipnotico resta discusso. Sul recupero dei ricordi il consenso e netto e va nella direzione opposta. E un percorso formativo serio si rivolge a professionisti abilitati e parla anche dei rischi.
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