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Convegno "Impotenza maschile, femminile e di coppia"

La difficoltà erettile è, in molti casi, il primo segnale di un problema cardiovascolare, e compare in media alcuni anni prima di qualunque altro sintomo. È la ragione più concreta per cui non andrebbe trattata come una questione da nascondere. Nota d’archivio e articolo divulgativo. Il convegno descritto si è tenuto nel dicembre 2011: date […]

Psicolab — Convegno "Impotenza maschile, femminile e di coppia"
La difficoltà erettile è, in molti casi, il primo segnale di un problema cardiovascolare, e compare in media alcuni anni prima di qualunque altro sintomo. È la ragione più concreta per cui non andrebbe trattata come una questione da nascondere.
Nota d’archivio e articolo divulgativo. Il convegno descritto si è tenuto nel dicembre 2011: date e sedi non sono più attuali. Il testo non sostituisce una valutazione medica: davanti a una difficoltà persistente il primo passo è il medico di famiglia o uno specialista.

L’impostazione del convegno

L’iniziativa, promossa da una scuola di specializzazione in psicoterapia con il patrocinio di un’accademia di sessuologia, affrontava il tema su più piani.

Il programma prevedeva l’esame delle disfunzioni di origine organica con le relative conseguenze psicologiche; le difficoltà dell’orgasmo femminile e le cause ginecologiche; e, nella seconda giornata, il rapporto tra stili di attaccamento e attivazione sessuale, oltre alla lettura delle difficoltà sessuali come espressione di conflitti relazionali.

Perché l’impostazione era corretta

La scelta di trattare insieme la dimensione organica e quella psicologica non è scontata, ed è il modo corretto di affrontare la materia.

La distinzione netta tra cause fisiche e cause psicologiche, a lungo dominante, è oggi considerata inadeguata: nella maggior parte dei casi i due piani coesistono.

Una difficoltà di origine vascolare produce ansia da prestazione; l’ansia peggiora la difficoltà; il peggioramento aumenta l’evitamento delle occasioni. Ne risulta un quadro in cui la componente iniziale, anche quando è interamente organica, è ormai una parte minore del problema.

Ne discende che trattare solo un piano funziona meno: la terapia farmacologica migliora la funzione ma non l’evitamento, il lavoro psicologico non modifica una condizione vascolare.

Il dato da conoscere

C’è un’informazione che merita di uscire dall’ambito specialistico.

La disfunzione erettile su base vascolare è oggi considerata un indicatore precoce di malattia cardiovascolare. I vasi coinvolti hanno calibro minore rispetto alle coronarie, e risentono prima di un processo che riguarda l’intero sistema circolatorio.

Gli studi disponibili indicano che la comparsa può precedere di alcuni anni un evento cardiaco.

La conseguenza pratica è netta: davanti a una difficoltà persistente, la valutazione appropriata non riguarda solo quella funzione, ma comprende pressione, profilo lipidico, glicemia e stile di vita.

Va ricordato che tra i fattori associati compaiono anche condizioni frequenti e trattabili (diabete, ipertensione, alcuni farmaci, il fumo, i disturbi del sonno) e che il ritardo con cui si chiede aiuto è, in questo ambito, particolarmente elevato.

Una nota sul linguaggio

Il termine usato nel titolo del convegno è oggi superato, e la ragione non è di cortesia.

Parlare di impotenza descrive la persona; parlare di disfunzione erettile descrive una funzione. La differenza è sostanziale, perché la prima formulazione contiene già l’attribuzione che rende il problema difficile da nominare: quella tra capacità sessuale e valore personale.

È un’attribuzione culturalmente costruita e particolarmente forte per gli uomini, ed è la ragione principale per cui una condizione medica frequente e trattabile viene taciuta per anni.

La parte femminile

Il programma affrontava le difficoltà dell’orgasmo femminile e le cause ginecologiche. Vale la pena aggiungere qualche elemento.

Le difficoltà sessuali femminili comprendono quadri diversi (riduzione del desiderio, difficoltà di eccitazione, dolore durante i rapporti, difficoltà orgasmica) e ciascuno ha cause proprie.

Il dolore merita una menzione specifica, perché è la condizione più trascurata: è frequente, ha spesso cause identificabili e trattabili, e viene tuttora liquidato con l’invito a rilassarsi. Non è una questione psicologica per definizione, e va valutato.

Sulla difficoltà orgasmica va detto un dato che riduce molte preoccupazioni: la maggioranza delle donne non raggiunge l’orgasmo con la sola penetrazione, e questo rientra nel funzionamento ordinario. La sua rappresentazione come esito atteso ha prodotto un numero considerevole di problemi che non esistono.

Va aggiunto che le rilevazioni disponibili documentano una differenza sistematica nella frequenza dell’orgasmo tra uomini e donne nei rapporti eterosessuali, differenza che si riduce fortemente in altri contesti: segno che non si tratta di una questione anatomica ma di pratiche e aspettative.

La dimensione di coppia

Il titolo del convegno includeva una terza voce, quella di coppia, ed è la più interessante.

Nella pratica clinica una difficoltà sessuale è raramente di una sola persona: coinvolge una relazione, e la relazione reagisce.

La reazione tipica è l’evitamento reciproco: chi ha la difficoltà evita le occasioni per non affrontare l’insuccesso; l’altro smette di cercarle per non mettere in imbarazzo. Il risultato è che nessuno dei due ne parla, e ciascuno interpreta il comportamento dell’altro nel modo peggiore, come disinteresse, come fine del desiderio, come presenza di qualcun altro.

È il motivo per cui l’intervento più efficace, spesso, non è tecnico: è rendere dicibile ciò che entrambi stanno evitando.

Va segnalato che gli approcci con maggiore supporto empirico in quest’area sono di tipo comportamentale e coinvolgono entrambi i partner, con la sospensione temporanea dell’obiettivo prestativo: precisamente perché è l’attesa di prestazione a mantenere il problema.

Il richiamo all’attaccamento

Il programma prevedeva una sessione sul rapporto tra attaccamento e attivazione sessuale.

È un’area di ricerca reale: gli stili di attaccamento sono associati a differenze documentate nel modo di vivere l’intimità, chi tende a temere l’abbandono e chi tende a evitare la vicinanza vivono la sessualità in modi diversi.

Va però evitata la deriva interpretativa, presente nell’ultima voce del programma, che legge ogni difficoltà sessuale come metafora di un conflitto profondo. È una lettura possibile in alcuni casi, e in altri semplicemente errata, e ha il costo di ritardare accertamenti medici che sarebbero risolutivi.

Domande frequenti

Perché una difficoltà erettile va valutata dal medico?

Perché è considerata un indicatore precoce di malattia cardiovascolare: i vasi coinvolti risentono prima di un processo che riguarda l’intero sistema, e la comparsa può precedere di anni un evento cardiaco.

È un problema fisico o psicologico?

Quasi sempre entrambi. Una causa organica produce ansia da prestazione, che peggiora la difficoltà e alimenta l’evitamento: trattare un solo piano funziona meno.

La difficoltà orgasmica femminile è un disturbo?

Non necessariamente: la maggioranza delle donne non raggiunge l’orgasmo con la sola penetrazione, e questo rientra nel funzionamento ordinario. Il dolore durante i rapporti, invece, va sempre valutato e non liquidato.

Perché la coppia smette di parlarne?

Per evitamento reciproco: chi ha la difficoltà evita le occasioni, l’altro smette di cercarle per delicatezza. Ciascuno interpreta il silenzio dell’altro nel modo peggiore.

Il dato che dovrebbe uscire dall’ambito specialistico è che la difficoltà erettile su base vascolare precede spesso di anni un evento cardiaco: è una ragione medica, non simbolica, per non tacerla. La distinzione tra cause fisiche e psicologiche è d’altronde superata, i due piani si alimentano a vicenda, e trattarne uno solo rende meno. Sul versante femminile il chiarimento più utile riguarda l’orgasmo, la cui rappresentazione come esito atteso della penetrazione ha creato problemi che non esistono, mentre il dolore, che è un problema reale, continua a essere liquidato.
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