I tempi sono cambiati e oggi è il consumatore che fa il mercato. Il consumatore è diventato più attento, più sensibile e continuamente esposto alla comunicazione. È importante che le aziende siano orientate verso la chiarezza e la coerenza nel tempo, riuscendo a sfruttare a proprio favore le nuove esigenze del consumatore del terzo millennio.
I consumatori desiderano soddisfare bisogni sempre più evoluti, e i brand devono, perciò, essere sempre più presenti e vicini al consumatore per cercare di capirlo al meglio, ricercando soluzioni di prodotto o di servizio innovative e personalizzate.
Il consumatore post-moderno non si stupisce facilmente, perché le sue aspettative sono sempre più alte, mano a mano che passano gli anni. È sempre più selettivo e meno subordinato alla marca. Questo perché è più informato e consapevole in quanto si è creato una buona conoscenza dei prodotti e ha aumentato le sue esigenze in relazione alla qualità e al servizio.
È diventato sempre più difficile acquistare un nuovo cliente, ma allo stesso tempo sempre più facile perderne uno.
Le persone, oggi, sono sempre più preoccupate in merito al loro futuro e di conseguenza riflettono questo stato d’animo sulle scelte d’acquisto. Infatti, è stato stimato che i consumatori riflettono di più su ogni singolo acquisto, spesso rinviandolo nel tempo. Proprio per questo è importante che le aziende lavorino anche sulla rassicurazione del proprio consumatore. In merito ad ogni specifico prodotto o servizio bisogna spiegare al cliente che sta facendo un buon acquisto, assistendolo e fornendogli tutte le informazioni necessarie a colmare i suoi dubbi.
Il fatto che le persone siano preoccupate e vogliano spendere meno, ma meglio, li porta a essere maggiormente razionali sulle scelte d’acquisto.
Le persone, visto il periodo di crisi, tendono a sprecare meno e ad andare più volte al supermercato sotto casa, prendendo solo ciò di cui hanno bisogno, piuttosto che andare a fare la “spesa grossa” una volta alla settimana all’ipermercato. Questo metodo gli permette di comprare solo prodotti di cui hanno realmente necessità, di cui sono sicuri non andrà sprecato niente.
I consumatori fanno scelte molto razionali, ma sono disposti a pagare anche prezzi alti se essi sono giustificati da un valore percepito.
Il fatto di prestare più attenzione al prezzo fa si che il consumatore sia sempre meno fedele al brand; e di conseguenza sia più propenso a testare nuovi prodotti e servizi, a testare nuove e diverse vie per soddisfare i propri bisogni.
Mentre per il CONSUMATORE DI IERI erano rilevanti:
valore del prodotto
prezzo fissato dall’azienda
consegna del prodotto
promozione-pubblicità
per il CONSUMATORE DI OGGI sono importanti:
valore percepito dal cliente finale
costo che vuole e può sostenere il cliente
comodità del sistema di spesa per il cliente che ottimizza
comunicazione interattiva con il cliente
Da questo appare chiaro come l’importanza del punto di vista del consumatore sia diventato, oggi, davvero notevole rispetto al passato. Se prima era tutto imposto e incentrato sull’azienda, adesso è il consumatore a dettare legge, o perlomeno le sue esigenze economiche.
Da una ricerca de “Il Sole 24 Ore / Nielsen nella Grande distribuzione” è emerso che è fondamentale capire come il consumatore sta affrontando la crisi e come sta mutando.
I nuovi parametri di comportamento del consumatore sono:
maggiore attenzione al prezzo ed alle offerte promozionali
riduzione degli acquisti di impulso
scomparsa dei consumi consolatori (prodotti di alto prezzo che compensano la sensazione di aver risparmiato sulla quantità e sulla qualità del resto della spesa)
maggiori scorte sulle offerte promozionali
autoproduzione di dolci e pane in casa
acquisto di confezioni più piccole
acquisto di confezioni famiglia
mentre i parametri Azienda/Cliente sono:
per il PREZZO il customer value, cioè il valore per il cliente,
per le LOGICHE DI SPESA maggiore risparmio e ridotto effetto della pubblicità e costo/beneficio nel breve periodo,
per la QUANTITÀ la riduzione degli sprechi e il costo/beneficio nel medio periodo.
Il consumatore si è abituato a moderarsi negli acquisti dettati dalle mode (abbigliamento, beni durevoli, vacanze), slegandosi da comportamenti consumistici oggi riconosciuti come inutili e superflui. Ha cancellato quasi totalmente gli sprechi alimentari che si aggiravano attorno al 18-22% degli acquisti totali.
Altri settori che crescono, nonostante la crisi, sono quelli legati al benessere della persona, come gli alimenti biologici, i consumi legati allo sport e alla cura della salute. Come non cambia la priorità che hanno le vacanze per gli italiani, con vacanze brevi, spesso legate al benessere e alla natura.
L’arte di arrangiarsi ha fatto scoprire agli italiani un modo alternativo di consumare e all’uscita dalla crisi questa nuova consapevolezza non svanirà.
AVREMO QUINDI UN CONSUMATORE PIÙ SELETTIVO, PIÙ ESIGENTE, PIÙ COMPETENTE, PIÙ NOMADE NEGLI ACQUISTI E QUINDI PIÙ’ DIFFICILE DA SODDISFARE.
Il Consumatore è cambiato
I tempi sono cambiati e oggi è il consumatore che fa il mercato. Il consumatore è diventato più attento, più sensibile e continuamente esposto alla comunicazione. È importante che le aziende siano orientate verso la chiarezza e la coerenza nel tempo, riuscendo a sfruttare a proprio favore le nuove esigenze del consumatore del terzo millennio. […]
Alice Pugliatti Aggiornato il