Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Tre Cervelli e un solo Decision Maker

L’idea che il cervello sia composto da tre strati sovrapposti, con uno primitivo che decide davvero, è una delle più diffuse nella formazione commerciale. È anche una delle poche a essere state esplicitamente respinte dalle neuroscienze. Articolo divulgativo. La conoscenza di questi meccanismi vale per chi vende e per chi acquista: usarla per indurre acquisti […]

Psicolab — Tre Cervelli e un solo Decision Maker
L’idea che il cervello sia composto da tre strati sovrapposti, con uno primitivo che decide davvero, è una delle più diffuse nella formazione commerciale. È anche una delle poche a essere state esplicitamente respinte dalle neuroscienze.
Articolo divulgativo. La conoscenza di questi meccanismi vale per chi vende e per chi acquista: usarla per indurre acquisti che la persona non avrebbe scelto è manipolazione.

Il modello da abbandonare

Il modello dei tre cervelli (rettiliano, emotivo, razionale, sovrapposti in ordine evolutivo) fu proposto negli anni Sessanta e ha avuto enorme fortuna divulgativa.

Non corrisponde a come il cervello si è evoluto né a come funziona.

Le strutture presentate come «primitive» non sono esclusive dei rettili: sono presenti in tutti i vertebrati, inclusi quelli considerati antichi, e le stesse specie possiedono strutture analoghe alla corteccia.

Il cervello non si è formato per aggiunta di strati sopra un nucleo antico conservato: le parti si sono modificate insieme.

E le funzioni non sono localizzate come il modello suggerisce: emozione e ragionamento non risiedono in strutture separate, e ciò che chiamiamo decisione coinvolge sempre entrambe.

Perché la correzione conta

Il modello non è solo impreciso: orienta male.

Suggerisce che esista una parte irrazionale a cui parlare aggirando il ragionamento, e che chi conosce il trucco possa accedervi.

Ciò che è documentato è diverso: emozione e valutazione sono integrate in ogni decisione. Non esiste una porta di servizio.

Cosa resta di valido

Le indicazioni pratiche che il modello accompagna hanno spesso un fondamento indipendente: che è la ragione per cui l’impianto sopravvive. Vale la pena riformularle.

La rilevanza personale: le informazioni che riguardano direttamente chi ascolta ricevono più attenzione e vengono ricordate meglio. Non perché il cervello sia egocentrico, ma perché l’attenzione è una risorsa scarsa allocata per pertinenza.

Il contrasto: il sistema percettivo risponde alle differenze e non ai valori assoluti. Un’informazione presentata insieme a un termine di paragone viene elaborata più rapidamente, ed è anche il meccanismo su cui si fondano le presentazioni ingannevoli dei prezzi.

La concretezza: le informazioni concrete e visualizzabili sono ricordate meglio di quelle astratte.

L’inizio e la fine: si ricordano meglio i primi e gli ultimi elementi di una sequenza.

Le emozioni: gli stimoli che le suscitano vengono ricordati più a lungo, con un effetto che dipende dall’attivazione più che dal contenuto positivo o negativo.

La differenza che conta

Riformulare così non è un esercizio pedante.

Un formatore che spiega il modello dei tre cervelli sta trasmettendo un’informazione falsa insieme a indicazioni utili, e chi le riceve non ha modo di distinguerle.

Chi presenta gli stessi accorgimenti come effetti documentati fornisce indicazioni verificabili, e chi le riceve può controllarle.

Il rovescio per chi acquista

Gli stessi meccanismi, letti dall’altro lato, indicano dove si viene influenzati.

Il contrasto è il punto più sfruttato: un prezzo di riferimento elevato, anche arbitrario, sposta la valutazione di ciò che segue. È l’ancoraggio, e funziona anche quando si sa che il riferimento è arbitrario.

La scarsità dichiarata (pochi pezzi, offerta in scadenza) aumenta il valore percepito e riduce il tempo di valutazione, che è precisamente lo scopo.

L’attivazione emotiva riduce l’attenzione ai dettagli: è il motivo per cui le condizioni contrattuali si leggono peggio quando si è entusiasti.

Il criterio pratico è uno solo, e non richiede di conoscere i meccanismi: rinviare. Quasi tutte queste leve agiscono sulla decisione immediata, e quasi nessuna sopravvive a ventiquattro ore.

Domande frequenti

Esistono tre cervelli sovrapposti?

No. Le strutture dette primitive sono presenti in tutti i vertebrati, il cervello non si è formato per aggiunta di strati e le funzioni non sono separate come il modello suggerisce.

Si può parlare alla parte irrazionale aggirando il ragionamento?

No. Emozione e valutazione sono integrate in ogni decisione: non esiste una porta di servizio, e l’idea che esista è ciò che rende il modello attraente per chi vende.

Allora quelle tecniche non funzionano?

Molte funzionano, ma per ragioni diverse da quelle addotte: rilevanza personale, contrasto, concretezza, posizione nella sequenza e attivazione emotiva sono effetti documentati.

Come ci si difende?

Rinviando. Quasi tutte queste leve agiscono sulla decisione immediata e non sopravvivono a ventiquattro ore.

Il modello dei tre cervelli è stato respinto: le strutture dette primitive non sono esclusive dei rettili, l’evoluzione non ha proceduto per strati e le funzioni non sono separate. Soprattutto, non esiste una parte irrazionale a cui parlare aggirando il ragionamento, ed è precisamente ciò che rende il modello attraente per chi vende. Restano validi effetti documentati come rilevanza personale, contrasto, concretezza e attivazione emotiva. Per chi acquista, la difesa non richiede di conoscerli: basta rinviare di un giorno.
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