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Attaccamento in Età Adulta

Il legame di attaccamento non riguarda soltanto il rapporto tra il bambino e i suoi genitori. Con la crescita, le funzioni che inizialmente vengono svolte dalle figure parentali si spostano progressivamente verso i coetanei e, in eta’ adulta, verso il partner sentimentale. Una ricerca classica di Hazan e Zeifman ha provato a mappare questo passaggio […]

Psicolab — Attaccamento in Età Adulta
Il legame di attaccamento non riguarda soltanto il rapporto tra il bambino e i suoi genitori. Con la crescita, le funzioni che inizialmente vengono svolte dalle figure parentali si spostano progressivamente verso i coetanei e, in eta’ adulta, verso il partner sentimentale. Una ricerca classica di Hazan e Zeifman ha provato a mappare questo passaggio dall’attaccamento complementare a quello reciproco, offrendo indicazioni preziose su come e quando avviene questa transizione.

Dall’attaccamento complementare a quello reciproco

Nell’infanzia il legame di attaccamento e’ di tipo complementare: il bambino cerca protezione e il genitore la offre, in una relazione asimmetrica in cui i ruoli sono ben definiti. Con l’eta’ adulta, invece, si afferma un attaccamento reciproco, nel quale i due partner sono al tempo stesso fonte di sicurezza l’uno per l’altro. La domanda a cui la ricerca ha cercato di rispondere riguarda proprio le modalita’ di questo passaggio: come si trasferiscono le funzioni dell’attaccamento da una figura all’altra nel corso dello sviluppo.

Per indagare il fenomeno, Hazan e Zeifman hanno fatto riferimento a quattro dimensioni classiche del comportamento di attaccamento: il mantenimento della vicinanza, cioe’ la tendenza a stare accanto alla figura di riferimento; il rifugio sicuro, ovvero la persona a cui ci si rivolge in cerca di conforto; l’angoscia da separazione, che si manifesta quando ci si allontana da quella figura; e la base sicura, il punto di appoggio a partire dal quale ci si sente liberi di esplorare il mondo.

Il primo studio: dall’infanzia all’adolescenza

Nel primo studio i ricercatori hanno coinvolto un campione di cento partecipanti, di eta’ compresa tra i sei e i diciassette anni. A ciascuno e’ stata somministrata un’intervista costruita per l’occasione, pensata per indagare le quattro dimensioni e per rilevare eventuali differenze nel modo in cui venivano investite le figure parentali rispetto ai coetanei.

Dall’analisi dei dati e’ emerso un quadro chiaro. Quasi tutti i bambini e gli adolescenti risultavano orientati verso i coetanei per quanto riguarda la ricerca di vicinanza: preferivano cioe’ passare il tempo in compagnia dei pari piuttosto che dei genitori. Un cambiamento netto relativo al rifugio sicuro e’ invece comparso tra i partecipanti di eta’ compresa tra gli otto e i quattordici anni, che mostravano di preferire i pari ai genitori come fonte di sicurezza e sostegno emotivo.

Quando nasce un vero legame con i coetanei

Per la maggior parte dei ragazzi, tuttavia, i genitori continuavano a rappresentare la base sicura e la principale fonte di angoscia da separazione. Solo negli adolescenti piu’ grandi, tra i quindici e i diciassette anni, sono stati individuati veri e propri legami di attaccamento verso i coetanei, ossia relazioni con i pari capaci di contenere tutte e quattro le dimensioni: mantenimento della vicinanza, rifugio sicuro, angoscia da separazione e base sicura. E’ un passaggio graduale, che si compie lungo diversi anni e non tutto in una volta.

Il secondo studio: l’eta’ adulta e il ruolo del partner

Nel secondo studio la stessa intervista e’ stata somministrata a un campione di cento adulti, con un’eta’ compresa tra i diciotto e gli ottantadue anni, raggruppati in base allo stadio di sviluppo della relazione. Sono stati cosi’ individuati tre gruppi: chi non era coinvolto in una relazione sentimentale, chi viveva una relazione sentimentale da meno di due anni e chi era impegnato in una relazione da piu’ di due anni.

I risultati mostrano che gli adulti sono chiaramente orientati verso i coetanei per quanto riguarda la ricerca di vicinanza e il rifugio sicuro. Le altre due componenti, invece, variano in base alla durata del legame. I partecipanti con una relazione stabile da piu’ di due anni tendevano a nominare il partner in risposta agli item riguardanti l’angoscia da separazione e la base sicura. Chi viveva una relazione piu’ recente, o non era coinvolto in alcun rapporto sentimentale, continuava invece a citare i genitori come base sicura e come fonte primaria di angoscia da separazione.

Un trasferimento graduale e ordinato

Nel corso dello sviluppo, dunque, sembra esistere un arco di tempo entro il quale le quattro dimensioni dell’attaccamento vengono gradualmente trasportate dall’ambito parentale a quello dei pari, per poi caratterizzarsi nuovamente e pienamente all’interno di una relazione affettiva stabile. E’ improbabile che questo processo avvenga all’improvviso. Sul piano evolutivo, del resto, abbandonare una relazione che assolve importanti funzioni di protezione, affinche’ quelle stesse funzioni vengano assunte da un altro individuo, e’ un’operazione che comporta dei rischi e richiede tempo.

E’ plausibile che gli attaccamenti verso i pari vengano esplorati proprio a partire dalla base sicura offerta dai genitori, e che le componenti si trasferiscano in un ordine preciso: prima la ricerca di vicinanza e il rifugio sicuro, mentre la base sicura sarebbe l’ultima a spostarsi. Un dato appare particolarmente interessante: la base sicura viene trasferita a una persona diversa da una figura parentale soltanto quando questa riveste il ruolo di partner all’interno di una relazione sentimentale.

Domande frequenti

Quali sono le quattro dimensioni dell’attaccamento?

Sono il mantenimento della vicinanza, il rifugio sicuro, l’angoscia da separazione e la base sicura. Insieme descrivono il modo in cui una persona cerca protezione, conforto e sostegno nella figura di attaccamento.

Che differenza c’e’ tra attaccamento complementare e reciproco?

L’attaccamento complementare e’ asimmetrico, come quello tra bambino e genitore, dove uno cerca e l’altro offre protezione. L’attaccamento reciproco, tipico delle relazioni adulte, e’ invece paritario: i due partner sono fonte di sicurezza l’uno per l’altro.

Quando le funzioni di attaccamento passano dai genitori ai coetanei?

La transizione e’ graduale. La ricerca di vicinanza si sposta prima, gia’ nell’infanzia; il rifugio sicuro tra gli otto e i quattordici anni; i legami completi con i coetanei compaiono solo tra i quindici e i diciassette anni.

A chi viene trasferita per ultima la base sicura?

La base sicura e’ l’ultima componente a spostarsi e viene trasferita a una figura diversa dai genitori soltanto quando questa e’ il partner all’interno di una relazione sentimentale stabile.

L’attaccamento non scompare con l’infanzia: si trasforma. Le sue funzioni migrano in modo ordinato dai genitori ai coetanei e infine al partner, con la base sicura come ultima a spostarsi. Comprendere questa transizione aiuta a leggere il ruolo dei legami affettivi lungo l’intero arco della vita.
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