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Animals Asia e gli Orsi della Luna

Breve Estratto

Animals Asia, dopo tre anni di pressioni diplomatiche, si è assicurata la liberazione dei primi 5 esemplari di orsi della luna, specie in via d’estinzione, illegalmente detenuti in una fattoria della bile nei pressi di Ha Long Bay. Questi 5 esemplari fanno parte di un gruppo di 24 orsi, oggetto di una vibrante protesta internazionale, intrapresa quando la fattoria della bile fu confiscata dalle autorità locali, condotta da Animals Asia con l’appoggio 13 ambasciate straniere e numerose associazioni che operano nell’ambito della conservazione e della tutela dei diritti degli animali.
Si calcola che tra Cina, Vietnam e Corea, circa 20.000 orsi neri asiatici, meglio conosciuti come orsi della luna, siano allevati e torturati per soddisfare la richiesta crescente di bile del mercato asiatico. Rinchiusi in gabbie grandi quanto il loro corpo, gli animali vengono munti giornalmente con l’ausilio un rudimentale catetere di metallo conficcato in profondità nell’addome fino alla cistifellea. In altri casi la bile viene prelevata attraverso tunnel semi permanenti scavati nella carne ed estratta per mezzo di una canula o sonda. Tutte le operazioni avvengono in totale assenza di requisiti igienici minimi, senza il supporto di alcun medico veterinario o l’uso di farmaci anestetici. Normalmente, ogni due impianti riusciti si contano due decessi per complicazioni di vario genere.
Animals Asia Foundation è l’unica organizzazione internazionale non governativa, fondata dall’inglese Jill Robinson nel 1998, che si batte per mettere fine alle fattorie della bile nel sudest asiatico, riscattando gli orsi e ospitandoli nei suoi santuari in Cina e in Vietnam. Animals Asia Foundation lavora con lo scopo di promuovere il cambiamento e lo sviluppo attraverso l’educazione e l’informazione, ricercando in collaborazione con i governi nazionali, le autorità locali e le comunità, soluzioni sostenibili a lungo termine.
La bile di orso è un ingrediente molto apprezzato dalla Medicina Tradizionale Cinese e viene utilizzato come antinfiammatorio nelle sue preparazioni da più di 3000 anni nonostante siano disponibili circa 50 rimedi erboristici e di sintesi. Le alternative risultano più economiche, facilmente reperibili e soprattutto più sicure per la salute pubblica. La bile, infatti, viene estratta da animali gravemente malati (tra le patologie con maggiore incidenza si riscontrano cancro al fegato, peritonite, cecità, setticemia) ed è contaminata con pus, sangue, urina e feci. La bile, inoltre non subisce alcun processo di raffinazione.
Prima che gli allevamenti iniziassero a produrre su larga scala, la richiesta locale di bile di orso era di 500 kg all’anno. Oggi è di circa 4 tonnellate, mentre la produzione di estratto secco, si è attestata intorno alle 7 tonnellate, quasi il doppio rispetto alla domanda, spingendo i produttori a impiegarla anche in beni di largo consumo quali lozioni, shampoo, vino, tè, bevande energetiche e nella realizzazione di unguenti. Da ogni orso si producono in media circa 2 kg di estratto secco di bile all’anno.
Il principio attivo della bile di orso, l’acido ursodeoxicolico (UDCA), è stato sintetizzato per la prima volta in un laboratorio giapponese nel 1954 e la sua efficacia è dimostrata scientificamente nel trattamento delle malattie del fegato. L’UDCA sintetico è sicuro per la salute umana, non ha effetti collaterali, non contiene derivati animali e ha costi di produzione inferiori. L’UDCA è usato in tutto il mondo per curare patologie come calcoli alla cistifellea, cirrosi primarie, epatiti autoimmunitarie e tumori al colon. Ironicamente in Asia si consuma più UDCA sintetico che bile di orso. Giappone, Cina e Corea consumano complessivamente 100 tonnellate di bile sintetica all’anno. Il consumo mondiale totale è di circa il doppio.
Inoltre, secondo l’Associazione Cinese di Medicina, Filosofia e Ambiente esistono almeno 54 alternative erboristiche alla bile di orso tra cui l’edera, il tarassaco, il crisantemo, la salvia ed il rabarbaro.
L’orso nero asiatico (Ursus Thibetanus) è incluso nell’Appendice I della CITES (convenzione internazionale sul commercio delle specie animali e vegetali in via di estinzione), che ne vieta e regola l’esportazione e l’importazione non autorizzate.
Nel giugno del 2000, con l’appoggio della China Wildlife Conservation Association e dopo anni di negoziazioni, Animals Asia Foundation conclude il primo ed unico accordo in materia di animal welfare che un’organizzazione internazionale non governativa abbia mai firmato con il Governo Cinese. Lo stesso Governo che all’inizio degli anni 80 decide di promuovere ed incoraggiare le fattorie della bile, si impegna a chiuderle progressivamente, ritirando le licenze e autorizzando la liberazione dei primi 500 esemplari.
In Vietnam l’allevamento degli orsi è illegale dal 2002, ma si stima che oltre 4.000 esemplari siano illegalmente detenuti e sfruttati.
Più di 7.000 sostenitori di Animals Asia hanno scritto al Governo Vietnamita da ogni parte del mondo, reclamando la liberazione degli orsi confiscati; 13 Ambasciate straniere con sede ad Hanoi (fra le quali Italia, Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada), hanno firmato e inoltrato alle autorità l’appello per la liberazione degli animali.
Nel 2005, Animals Asia ha firmato uno storico accordo con il Governo Vietnamita, che prevede la liberazione di 200 orsi e il loro inserimento nel Moon Bear Rescue Centre, nel Parco Naturale di Tam Dao.
Finora Animals Asia ha liberato 62 orsi in Vietnam. Grazie ad un simile accordo con le autorità cinesi, siamo inoltre riusciti a salvare 276 orsi in Cina, chiudendo 43 fattorie della bile.
www.animalsasia.it
www.orsidellaluna.org
Animals Asia Foundation nasce nel 1998 grazie al lavoro di Jill Robinson ed è oggi una delle più importanti organizzazioni internazionali non governative che si occupa di animal welfare. Il suo principale programma è rivolto alla chiusura delle fattorie della bile e alla liberazione degli Orsi della Luna. Animals Asia Foundation è l’unico interlocutore riconosciuto dal Governo Cinese per la tutela dei diritti animali. Anche in Italia Animals Asia promuove il cambiamento attraverso la ricerca, l’informazione e l’educazione.

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