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Al Via il Corso Triennale della Accademia Olistica Dolce Armonia

Il Tuina è una tecnica manuale di origine cinese che negli anni Duemila ha iniziato a comparire nell’offerta formativa italiana come «disciplina bio-naturale». Vale la pena capire cosa sia, come si colloca dal punto di vista normativo e (soprattutto) cosa non è. Precisazione vincolante: le discipline bio-naturali non sono professioni sanitarie e non hanno finalità […]

Psicolab — Al Via il Corso Triennale della Accademia Olistica Dolce Armonia
Il Tuina è una tecnica manuale di origine cinese che negli anni Duemila ha iniziato a comparire nell’offerta formativa italiana come «disciplina bio-naturale». Vale la pena capire cosa sia, come si colloca dal punto di vista normativo e (soprattutto) cosa non è.
Precisazione vincolante: le discipline bio-naturali non sono professioni sanitarie e non hanno finalità terapeutiche. Chi le pratica non formula diagnosi, non cura patologie e non può sostituire medici, fisioterapisti o altri professionisti sanitari. Le tecniche di questo tipo non dispongono di validazione scientifica per il trattamento di malattie: i quadri teorici a cui si richiamano non trovano riscontro nelle conoscenze fisiologiche. In presenza di un sintomo il riferimento è il medico, e le terapie prescritte non vanno interrotte. Il testo si riferisce a un’iniziativa del 2010 e i riferimenti non sono attuali.

Di cosa si tratta

Il Tuina è una pratica manuale che fa parte della tradizione medica cinese. Il percorso descritto (un corso triennale attivato presso una struttura di Montecatini Terme) prevedeva lezioni teoriche e pratiche articolate su tre ambiti:

  • i fondamenti della medicina tradizionale cinese;
  • la cosiddetta fisiologia energetica degli organi;
  • la pratica delle manovre.

Ogni annualità si chiudeva con esami teorici e pratici e con il rilascio di un attestato di partecipazione, comprensivo dell’indicazione del monte ore.

Una distinzione da tenere ferma

Vale la pena separare due piani che nel testo originale tendono a sovrapporsi.

Da un lato ci sono le manovre manuali: pressioni, manipolazioni, tecniche di massaggio. Che una manipolazione produca effetti di rilassamento muscolare e una sensazione di benessere è plausibile e in parte documentato, come per qualunque tecnica di massaggio.

Dall’altro c’è il quadro teorico (la circolazione di energia lungo canali, la fisiologia degli organi secondo la tradizione cinese) che non corrisponde a strutture anatomiche o fisiologiche note e non ha valore esplicativo dal punto di vista biomedico.

Confondere i due piani è ciò che genera l’equivoco: il beneficio percepito da un massaggio non conferma la teoria a cui chi lo pratica si richiama.

A chi si rivolgeva

Il corso era indirizzato principalmente a medici, infermieri e fisioterapisti, ma anche a persone prive di formazione precedente.

Questa ampiezza merita attenzione: significa che l’attestato rilasciato certifica la frequenza a un percorso privato, non una qualifica sanitaria. Per un professionista sanitario si tratta di un’aggiunta al proprio profilo; per chi non lo è, non costituisce alcun titolo abilitante in ambito clinico.

La questione normativa

Il testo faceva riferimento a una proposta di legge allora in discussione sul riconoscimento dei percorsi formativi nelle discipline bio-naturali, con la prospettiva che il monte ore frequentato potesse valere come credito formativo.

Per chiarezza sullo stato attuale: in Italia le discipline bio-naturali sono state inquadrate come attività non sanitarie, disciplinate in gran parte da normative regionali e dalla legge sulle professioni non organizzate in ordini. Il riconoscimento riguarda dunque l’attività come servizio alla persona, e non attribuisce competenze terapeutiche.

È una distinzione sostanziale: essere una professione regolamentata non equivale a essere una professione sanitaria.

Come valutare un percorso di questo tipo

Per chi considera una formazione simile, alcuni criteri utili:

  • verificare cosa certifichi esattamente l’attestato e in quale ambito sia spendibile;
  • diffidare di percorsi che promettano competenze terapeutiche o capacità di trattare patologie;
  • distinguere tra la formazione come attività di benessere e qualunque pretesa clinica;
  • verificare la trasparenza su durata, costi e riconoscimenti effettivi.

Domande frequenti

Cos’è il Tuina?

Una tecnica manuale appartenente alla tradizione medica cinese, proposta in Italia nell’ambito delle discipline bio-naturali. Comprende manovre di pressione e manipolazione, associate a un quadro teorico di matrice tradizionale.

È una pratica sanitaria?

No. Le discipline bio-naturali non sono professioni sanitarie: non prevedono diagnosi né trattamento di patologie e non sostituiscono medici o fisioterapisti.

Le manovre hanno effetti reali?

Una manipolazione manuale può produrre rilassamento muscolare e una sensazione di benessere, come qualunque massaggio. Questo però non conferma il quadro teorico a cui la pratica si richiama, che non trova riscontro nelle conoscenze fisiologiche.

Che valore ha l’attestato di un corso simile?

Certifica la frequenza a un percorso formativo privato. Non costituisce un titolo abilitante in ambito sanitario, indipendentemente dal monte ore o dagli esami previsti.

Il Tuina è una tecnica manuale della tradizione cinese, proposta in Italia come disciplina bio-naturale attraverso percorsi formativi privati. La distinzione fondamentale riguarda due piani che tendono a sovrapporsi: le manovre manuali possono produrre rilassamento e benessere, come qualunque massaggio, ma questo non convalida il quadro teorico di riferimento, che non corrisponde a strutture fisiologiche note. Sul piano normativo, le discipline bio-naturali sono inquadrate come attività non sanitarie: il riconoscimento riguarda il servizio alla persona e non attribuisce competenze terapeutiche. L’attestato certifica una frequenza, non una qualifica clinica.
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