Storia, Teorie e Personaggi

Crudeltà e Abusi sugli Animali negli Zoo Cinesi

Uno spettacolo con animali viene spesso presentato come occasione educativa. Un’indagine condotta tra il 2009 e il 2010 in tredici strutture cinesi mostra il contrario, e l’argomento più forte non è emotivo, ma didattico: un animale costretto a comportamenti innaturali non insegna nulla su di sé. Avvertenza: l’articolo descrive maltrattamenti su animali e contiene dettagli […]

Psicolab — Crudeltà e Abusi sugli Animali negli Zoo Cinesi
Uno spettacolo con animali viene spesso presentato come occasione educativa. Un’indagine condotta tra il 2009 e il 2010 in tredici strutture cinesi mostra il contrario, e l’argomento più forte non è emotivo, ma didattico: un animale costretto a comportamenti innaturali non insegna nulla su di sé.
Avvertenza: l’articolo descrive maltrattamenti su animali e contiene dettagli che possono risultare disturbanti. I dati si riferiscono al periodo 2009-2010 e la situazione è successivamente evoluta. Articolo a finalità informative.

L’indagine

Il dossier, intitolato The Performance, raccoglie i risultati di una ricerca condotta da Animals Asia Foundation in 13 zoo e parchi safari cinesi tra il settembre 2009 e l’agosto 2010.

Il reportage è stato realizzato in collaborazione con una casa di produzione specializzata in documentari ambientali.

Cosa è stato documentato

Le condizioni descritte riguardano due piani distinti: gli spettacoli e la detenzione.

Le esibizioni

Gli animali vengono indotti a comportamenti contrari alla propria natura attraverso l’uso sistematico di rinforzi negativi: percosse ripetute e strumenti di costrizione.

Le pratiche documentate comprendono orsi costretti a combattere tra loro, elefanti obbligati a posizioni innaturali, animali forzati a pedalare su biciclette a diversi metri dal suolo, felini addestrati a saltare in cerchi infuocati.

In alcuni casi viene riportato l’impiego di sostanze per rendere possibili esibizioni altrimenti impraticabili.

Le mutilazioni

Un aspetto particolarmente grave riguarda la rimozione di denti e artigli ai grandi felini, per ridurne la pericolosità.

Le conseguenze non sono soltanto il dolore immediato: la pratica provoca infezioni ricorrenti a gengive, mascella e regione nasale. Si tratta quindi di una sofferenza permanente, non di un intervento singolo.

La detenzione

Fuori dagli spettacoli, gli animali risultano rinchiusi in strette gabbie di calcestruzzo prive di qualsiasi arricchimento ambientale, collocate in zone buie sul retro delle aree destinate al pubblico.

L’assenza di arricchimento è un elemento tecnico rilevante: significa nessuno stimolo, nessuna possibilità di esprimere comportamenti tipici della specie. È una condizione che produce, di per sé, gravi alterazioni comportamentali.

L’argomento centrale

La posizione espressa dal responsabile per il benessere animale dell’organizzazione merita di essere seguita, perché smonta la giustificazione abituale di questi spettacoli.

Il primo punto riguarda l’immagine trasmessa: performance di questo tipo presentano al pubblico una rappresentazione umiliante degli animali, che non favorisce rispetto ed empatia, semmai il contrario.

Il secondo è quello decisivo: non esiste alcun valore pedagogico, perché gli animali sono collocati in un ambiente che non è il loro e costretti a comportamenti che non appartengono alla loro specie.

È un argomento difficile da confutare. Se lo scopo dichiarato è far conoscere un animale, mostrarlo mentre fa qualcosa che nessun esemplare della sua specie farebbe mai è precisamente il modo per non farlo conoscere.

La catena della violenza

L’ultimo elemento riguarda ciò che sta dietro l’esibizione di pochi minuti: la cattura traumatica, la sottomissione che annienta la volontà dell’animale, l’addestramento, le punizioni a ogni errore, la detenzione a vita.

Lo spettacolo, in altre parole, non è un episodio: è il punto terminale di un processo continuativo.

Le specie coinvolte

Dall’indagine emerge che gli orsi neri asiatici (noti come orsi della luna) erano la specie più impiegata, presente nel 90% delle strutture visitate.

Ampiamente utilizzati anche leoni marini, scimmie, tigri ed elefanti; alcune strutture disponevano di delfinari.

Tra le esibizioni meno note vengono citate quelle che coinvolgono maiali e altri animali in situazioni del tutto estranee ai loro comportamenti naturali.

Il contesto normativo

Il dossier è stato pubblicato poco dopo l’avvio, da parte delle autorità cinesi, di una campagna contro il maltrattamento di animali a fini di intrattenimento, con il coinvolgimento del dipartimento competente per la protezione forestale rispetto alle attività commerciali fondate su queste pratiche.

È un elemento che vale la pena registrare: il lavoro di documentazione delle organizzazioni non è alternativo all’azione istituzionale, ne è spesso il presupposto. Senza materiale verificabile, una campagna pubblica non ha su cosa fondarsi.

Domande frequenti

Cosa ha documentato l’indagine?

In tredici zoo e parchi safari cinesi: esibizioni ottenute con percosse e costrizione, mutilazioni come la rimozione di denti e artigli ai felini, e detenzione in gabbie di calcestruzzo prive di qualunque arricchimento ambientale.

Gli spettacoli con animali hanno valore educativo?

No, secondo l’argomento centrale del dossier: mostrare un animale in un ambiente che non è il suo mentre compie comportamenti estranei alla sua specie è esattamente il modo per non farlo conoscere.

Perché la rimozione di denti e artigli è così grave?

Perché non si limita al dolore dell’intervento: provoca infezioni ricorrenti a gengive, mascella e regione nasale, trasformandosi in una sofferenza permanente.

Cosa significa assenza di arricchimento ambientale?

Che l’ambiente di detenzione non offre alcuno stimolo né possibilità di esprimere comportamenti tipici della specie. È una condizione che produce di per sé gravi alterazioni comportamentali.

L’indagine in tredici strutture cinesi documenta esibizioni ottenute attraverso rinforzi negativi sistematici, mutilazioni permanenti come la rimozione di denti e artigli (che produce infezioni ricorrenti) e detenzione in gabbie prive di qualsiasi arricchimento ambientale. L’argomento più solido contro questi spettacoli però non è emotivo: è che non hanno alcun valore educativo, perché mostrare un animale mentre compie qualcosa che nessun esemplare della sua specie farebbe è il modo più efficace per non farlo conoscere. E l’esibizione di pochi minuti non è un episodio isolato: è il punto terminale di una catena che comincia con la cattura e non finisce mai.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.