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Il Guardaroba. Second-hand, of course!

Breve Estratto

Chi più ne ha più ne metta, dai mercatini agli outlet, dai negozi dell’usato agli swap party… fino alla festa del baratto. In questi ultimi tempi, tutto quello che vorremmo acquistare, un po’ per soddisfare le nostre necessità, un po’ per appagare la nostra vanità, ci sembra innarrivabile soprattutto a causa dei bilanci familiari sempre più stretti.
In realtà è tutto sotto controllo… e non è detta l’ultima parola! Per le prossime stagioni sicuramente sfoggerete un look ancora originale e accattivante, specialmente se farete acquisti mirati, in controtendenza e tenendo presente la legge delle “TRE ERRE”:
– RICICLARE;
– RIUTILIZZARE;
– RISPARMIARE;
È indiscutibile il fascino che hanno quei capi… quegli oggetti… così pieni di vissuto, soprattutto se appartenuti alla mamma o alla nonna…
Può capitare, guardando una sfilata in tv, che si vedono indossare degli abiti con fantasie che richiamano la moda della gioventù dei nostri genitori: il commento per eccellenza è: “Anch’io avevo un vestito con quel taglio, con quei colori e l’ho usato tantissimo…”. Sicuramente questo capo è conservato in qualche armadio e così ti prende la voglia matta di cercarlo e appena lo trovi, quella di indossarlo!
La particolarità del vestire Vintage, per eccellenza, è senz’altro l’unicità del capo; indossandolo ti senti un po’ speciale, unica, perchè quello stile non rincorre la moda, che tende ad omologare; al contrario ci distingue dagli altri facendo emergere la nostra più intima personalità.
Quello che attrae, in questo modo di abbigliarsi, è proprio il fatto che ognuno può interpretare questi capi come vuole, ad esempio puoi acquistare un capo vintage originale anni 50 e reinterpretarlo in chiave moderna… ed è qui che entra in gioco la “sartina” di un tempo, che grazie al “tempo”… è diventato attualità.
Cerchiamo di capire, più da vicino, quali sono i luoghi più alla moda, al momento, quei luoghi dove si può acquistare e scambiare non solo l’abbigliamento Vintage, ma anche oggettistica, accessori, arredamento , utensili, calzature…
I più frequentati sono, sicuramente, gli “Swap Party”: vere e proprie feste, di origine anglosassone, che sono entrate a far parte del lifestyle italiano. In questi party gruppi di persone si scambiano un po’ di tutto, dai vestiti, ai mobili, dagli occhiali, ai dvd. Ognuno di noi, ha negli armadi degli abiti, nelle soffitte degli oggetti abbiamo dimenticato da anni. Questo è il periodo giusto per tirarli fuori, ci sarà senz’altro qualcuno felicissimo di acquistarli o di proporvi uno scambio.
In una delle capitali mondiali della moda come Milano, questi eventi hanno, ormai, una cadenza mensile regolare, le serate si svolgono in modo molto simpatico e divertente. Ogni partecipante mette in mostra la propria merce nello spazio che gli è stato assegnato, poi tra un drink e una chiacchierata si comincia a guardarsi intorno, naturalmente a caccia dell’affare, o dello scambio o dell’idea… Spesso questi incontri si concludono con pasti low cost e tanto divertimento!
Oltre agli Swap Party e i mercatini all’aperto, si può aquistare Vintage anche in negozi specializzati che allestiscono abiti e accessori per epoche. In questo caso la scelta diventa più intrigante, specialmente se l’abito griffato anni 70 ha la particolarità di essere stato indossato da un’artista famosa in una particolare occasione: La tentazione di prenderlo sarà sicuramente fortissima, ma concedetevi l’acquisto solo se sarà un’affare!
Acquistare Vintage, sui banchi dei mercatini o nei negozi, è un po’ fare shopping liberi dai sensi di colpa per il denaro messo in beni non proprio necessari, poiché il costo di questi capi è, quasi sempre, veramente irrisorio e ne rappresenta anche il suo punto di forza, da non sottovalutare.
In realtà, il termine “Vintage”, vuol dire “Vendemmia”, da qui vino d’annata, di conseguenza ciò che è d’annata e quindi anche abito. Il Vintage non necessariamente deve essere di seconda mano, semplicemente si riferisce allo stile di un’epoca che, storicamente, è stato caratterizzato e influenzato da movimenti culturali, da visioni del mondo, da stili e da avanguardie.
A tal proposito, uno dei capi che più dà l’idea del termine è senz’altro l’intramontabile trench Burberry, l’impermeabile, creato nel 1914 da Thomas Burberry, per gli ufficiali di fanteria inglesi impegnati nelle trincee (da qui trench) della prima guerra mondiale. Questo indumento nato dalla necessità di ripararsi dal fango e dalla pioggia è diventato, in seguito, un vero e proprio must della moda e attualmente viene indossato da dive come Kate Moss, Liv Tyler, Demi Moore. Si tratta di un capo che è stato rivisitato e impreziosito con colli in pelliccia, oppure utilizzato nelle più disparate situazioni; per esempio indossato in versione sexi-glamour da Charlize Theron: tacchi a spillo, pochette, e grandi occhiali da sole.
Il revival del Vintage ha interessato le più importanti passerelle di moda, affermando così un modo originale e intrigante di reinventare capi ed accessori del passato, adattandoli ai giorni nostri così da personalizzare il guardaroba. Un famosissimo brand di abbigliamento ha impostato la propria strategia retail sul rifare, reinventare, rielaborare.
Replay, infatti, si è proposto al mercato con i suoi 220 punti vendita monomarca proprio all’insegna del re-think e del re-cycle; giovani artisti, utilizzando materiali di recupero, installano, temporaneamente, opere di loro ideazione nei principali flagship Replay, da Parigi a Berlino a moltissimi altri luoghi.
Questo progetto ruota attorno alla creatività, al riciclo e all’arte del recupero con l’obiettivo di raprresentare uno stile di vita autentico che si proietta verso il mondo con uno sguardo nuovo più profondo, che va oltre lo scopo di vendere abiti, per abbracciare la filosofia del reinventare cose, oggetti e non per ultimo l’abbigliamento. L’obiettivo è quello di trasformare cose ordinarie in soggetti straordinari.
A tal proposito, l’azienda offre la possibilità, a fronte di un acquisto, di riprogettare un vecchio capo in jeans con marchio Replay e non: all’interno dei punti vendita situati nelle grandi capitali, un artista sarà a disposizione del pubblico per questa operazione che è stata chiamata “Re-denim”.
Con questa strategia, Fashion Box, (Replay) imprime un valore aggiunto al proprio brand, andando a creare un’interazione speciale con il consumatore che in questo caso partecipa al carattere e al mood aziendale.
Per le vere “maniache” di questa tendenza, c’è la possibilità di fare un viaggio negli Stati Uniti, in particolare a New York, per visitare Canal Street, il regno del Vintage.
I quartieri di Soho, Greenwich Village, TriBeCa traboccano di abbigliamento e arredi Vintage. Passeggiando in questi quartiere della Grande Mela si respira un’aria veramente retrò: l’arredo urbano è eccitante, le pareti, le facciate degli edifici danno un’emozione che sarà difficile dimenticare.
Io stessa ho fatto questo viaggio. Incuriosita sono entrata in moltissimi negozi e inzialmente non mi rendevo conto se quello che osservavo nell’arredamento o nell’allestimento, era un po’ casuale o distrattamente accostato, oppure il frutto di una precisa idea.
In effetti niente è lasciato al caso , anzi!
Molto spesso, i “Concept Store”, hanno l’obiettivo di ricreare al proprio interno la stessa atmosfera che incontriamo per strada: non è raro imbattersi in pavimenti fatti come i marciapiedi, colonne in cemento grezzo, tubazioni a vista, finestroni da fabbricato industriale, illuminazioni da set cinematografico e via dicendo. Per rendere l’idea, la definirei una situazione da “cantiere aperto.”
Ma, come dicevo sopra, tutto questo è voluto, studiato, ricercato e costruito con la massima attenzione. Riescono ad arredare in modo naturale e allo stesso tempo sorprendentemente eclettico questi spazi che, frequentemente, ti permettono di provare delle esperienze polisensoriali.
I molti negozi di merce usata si riconoscono subito e catturano l’attenzione anche senza delle vetrine vere e proprie, infatti i loro esterni, compresa la porta d’ingresso, sono a grandi vetrate che riescono ad attrarre lo sguardo dei passanti. I colori, i tessuti, l’illuminazione ambrata, i tantissimi oggetti ti rapiscono e in un momento ti trovi a entrare e a questo punto si potrebbe passarci delle ore senza mai finire di sorprendersi al vedere quanti effetti possono scaturire nell’abbinare tutte quelle cose disparate delle quali non conosci la provenienza né l’appartenenza, ma comunque impregnate di un fascino straordinario.
Curiosità: l’ultima swap follia coinvolge proprio N.Y., infatti alcuni negozi della grande mela si trasferiscono a Londra e viceversa, da swap party… a swap city.
Conclusione:
Mai come in questi luoghi è il caso di dire “sembra che il tempo si sia fermato” anche se nello stesso momento riesco a pensare come questi abiti racchiudono, sì, il mistero di una storia passata ma anche un mood straordinariamente trendy e adattabile ai nostri tempi.
Bibliografia:
La crisi aguzza l’ingegno e l’usato torna di moda – www.corrierepadano.it
Non sprecate – www.nonsprecare.it
L’uomo nuovo veste usato – www.lastampa.it
Il mitico e intramontabile Trench… – www.fashiontimes.it

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