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Le Nuove Abilità del Maschio

Breve Estratto

“L’emancipazione femminile ha reso la donna più dipendente dall’uomo, per la sua felicità”
Nei tempi più recenti, le differenze uomo donna si sono appianate sempre di più. Le donne si sono emancipate, molte lavorano e sono in grado di procurarsi da vivere. Gli uomini, di converso, sono più autonomi nella cura del loro habitat, molti sanno cucinare e farsi il bucato.
Il mutamento dei ruoli, tuttavia, non coincide con la fisiologia umana che resta differente per uomini e donne e che ha bisogni fondamentali ben diversificati.
Solo quando uomini e donne assecondano la loro ancestrale, naturale e vitale, mascolinità o femminilità, possono star bene e provare attrazione per il partner, sentendosi felici.
La mascolinizzazione femminile e la femminilizzazione maschile, di conseguenza, non fa altro che procurare grande stress alle funzionalità dei due sessi ed aumentare ancor più l’esigenza dell’appagamento di certi bisogni, per il benessere.
Per le nostre nonne, il fatto che gli uomini provvedessero al loro sostentamento, pur stando fuori giorni interni o lunghi mesi, era un sufficiente segnale d’amore, e questo, unitamente al sostegno della comunità in cui vivevano, era fonte di grande benessere ed era già un valido modo, degli uomini, per rendere felici le donne…
Agli uomini, il fatto di sentirsi la fonte ed il punto di riferimento per il sostentamento della famiglia, dava un grande senso di appagamento e benessere.
Oggi le relazioni uomo-donna sono profondamente cambiate rispetto al passato, quando i ruoli erano decisamente più definiti: le donne cercavano un uomo che provvedesse a loro e gli uomini una donna accomodante per metter su casa.
I NUOVI RUOLI DELLE DONNE
Oggi le donne spesso lavorano, contribuendo al sostentamento della famiglia, sono vieppiù sopraffatte dagli impegni, che restano sempre triplici, di donne, di compagne e di madri ed amiche, ma con difficoltà ad attingere alle stesse tre fonti di benessere femminile. Esse, spesso hanno poco tempo per le relazioni sociali, di frequente gli affetti sono lontani, minori sono le occasioni di assecondare la loro femminilità e purtroppo, nemmeno riescono più ad attingere alla loro relazione per avere il giusto sostegno. I soldi ed il sostentamento, alle donne d’oggi, non bastano più, hanno bisogno di altro, vogliono dall’uomo anche sostegno emotivo, quello che un tempo riuscivano ad avere dalla comunità. I loro bisogni sono sempre gli stessi, ma le fonti di appagamento sono cambiate e sono di maggiore appannaggio e responsabilità maschile.
In altri termini, oggi le donne dipendono maggiormente dall’uomo, per stare bene e più sono emancipate, più ne dipendono. Ma l’uomo questo non lo sa, si sente frustrato e istintivamente, lavora di più per rendere felice la propria donna. L’uomo non sa che la donna, ha bisogno esattamente del contrario, ha bisogno semplicemente di lui e della sua presenza. Oltre al sostegno materiale, alla ha bisogno di intimità, comprensione e protezione dal malessere che è lo stress.
I NUOVI EVOLUTI RUOLI DEGLI UOMINI
L’uomo, che in questa situazione, ha avuto la peggio, perdendo il suo ruolo millenario di unico procacciatore di cibo, ha dunque oggi un compito ed un ruolo più evoluto ed importante di procacciatore anche di benessere, ovvero di sostegno emotivo.
Questo è un ruolo nuovo, forse non facile da capire o attuare, ma è un ruolo importantissimo per il benessere della donna e della famiglia. Per sostenerlo, l’uomo deve sempre mantenere il suo ruolo maschile e fornire in più, alla donna, una protezione emotiva, facendola sentire accolta, facendola sfogare, facendole sentire il diritto di essere donna, sensibile e talvolta fragile. Non c’è bisogno che parli, se ha bisogno di silenzio, ma può ascoltare lei, in silenzio, abbracciandola dolcemente e chiedendole della giornata passata o di come sta o se può aiutarla in qualcosa o se può toglierle il peso della cena, per una volta a settimana.
Le donne premiano anche solo l’impegno o l’intenzione di aiutare, figuriamoci se poi trovano anche un pò di aiuto effettivo in casa!
E’ come se l’uomo avesse una piccola porzione di lavoro straordinario a “fine turno” e se il suo ruolo fosse cresciuto di grado, dover procacciare, oltre al sostentamento economico, anche una porzione di benessere alla propria compagna…
Alle donne, basta poco, anche un abbraccio o un bacio a farle sentire bene ed a renderle più amabili, ovvero più femminili ed accoglienti…
Così, con questa piccola strategia, la donna ritrova la sua femminilità ed il suo benessere, l’uomo si sente più motivato e felice, perchè si accorge di svolgere una funzione importante ed anch’egli ritrova il suo ruolo, nonché benessere. Il solo pensiero di passare un po’ di tempo con la compagna potrà dargli grande energia, se avrà la sensazione di poter contribuire al suo benessere e di renderla felice.
Nella società attuale, sia l’uomo che la donna, hanno un pò perso la loro identità, ma gli uomini, hanno perso anche il loro ruolo esclusivo di mantenimento della famiglia. Inoltre, in questi periodi, spesso l’uomo subisce anche l’umiliazione di non poter provvedere in modo adeguato alla sua famiglia. Il senso di inadeguatezza e frustrazione, che ne derivano, sono tali da mettere in crisi anche i caratteri più forti e le coppie più solide.
L’uomo dunque deve essere aiutato, dalla donna, che ne è maestra (la donna che aiuta, aiuta anche se stessa), affichè possa comprendere il suo nuovo ruolo di procacciatore di benessere, ma anche affinchè egli non esca ancora più sconfitto e frustrato dalla relazione.
Noi donne, abbiamo tutta una serie di comportamenti che rendono infelici gli uomini…
Se l’uomo invece riesce a sentire pienamente il suo ruolo di maschio, produce più testosterone, sta meglio, e riesce a sostenere meglio la donna, sia emotivamente che logisticamente.
Cosa possiamo fare per nutrire il reciproco benessere, dunque? Possiamo coltivare la propria femminilità e mascolinità, ma soprattutto alimentare quella del nostro partner.
GLI ERRORI DELLE DONNE MODERNE
Vi racconto ciò che mi è accaduto stamane al supermercato.
In fila, alla cassa, prima di me, c’era una coppia di coniugi anziana, con un carrello relativamente pieno. La donna, molto elegante, con un bel completo pantalone, si è voltata e, notando che avevo in mano solo due cose, ha sussurrato qualcosa all’orecchio del marito ed egli mi ha gentilmente offerto di passare avanti. Quella donna, pur portando i pantaloni, aveva quella femminilità degli altri tempi e, con grande naturalezza, ha fatto in modo che un gesto di generosità, diventasse un gesto di galanteria maschile. Io, pur rivolgendo lo sguardo anche a lei, l’ho fermato di più su di lui, per ringraziarlo. In questo modo, con un semplice gesto di femminilità, con una ignara strategia comunicativa, quella signora ha nutrito l’amor proprio, l’autostima ed il benessere del proprio marito e proprio in ragione di questo, come qualsiasi altro atto di cura, ella ha nutrito anche il proprio benessere.
Ciò che è paradossale, e purtroppo piuttosto normale per noi donne, è che la nostra naturale propensione all’aiuto altrui o la nostra empatia, possono farci assumere atteggiamenti con esiti negativi. Come ho più volte detto, ciò che rende infelice un uomo, spesso è proprio ciò che una donna fa. Vi faccio un esempio, sul racconto di prima. Se alla generosità di quell’uomo avessi risposto con altrettanta generosità e rispetto verso la loro età, dicendo “grazie, ma non importa” e di fatto, rifiutando, avrei umiliato quell’uomo ed amareggiata quella donna…
Purtroppo, noi donne, gesti di amabilità e generosità, nei confronti dei nostri uomini, ne facciamo molti, spesso con esiti opposti.
Alcuni esempi vengono dai nostri atteggiamenti protettivi (gli uomini non vogliono mamme, ma mogli!), come ad esempio, quello di accompagnare l’uomo fino alla portiera con l’ombrello, per poi passare al nostro posto… il caricarci di tutte le buste della spesa… offrirci di guidare… Chi tra l’uomo e la donna dev’essere protettivo? Chi deve essere galante? Chi deve “condurre” e chi lasciarsi guidare?
Altri esempi possono derivare dalle nostre imperversanti “critiche” ai nostri uomini, come fossero bambini, e tra essi, talvolta, quelle per aver “speso soldi” per averci fatto un regalo, forse inutile o non necessario… Non importa la motivazione, è un rifiuto ed è umilante…
proseguendo con gli esempi, noi donne abbiamo l’insana abitudine, in macchina, di assillare i nostri uomini con le indicazioni sui parcheggi e le vie. Di solito lo facciamo per recuperare quella manciata del nostro tempo, sempre troppo poco per sbrigare tutto e qualche volta pure per non affaticarci sui nostri tacchi a spillo! Bene, non c’è http:\\/\\/psicolab.neta di più antifemminile e di più frustrante, avvilente, nonché innervosente, per un uomo, che sentirsi dare le indicazioni! E’ meglio recuperare qualche manciata di minuti o avere un uomo sereno al fianco? E’ peggio il mal di piedi o un uomo in collera, che nemmeno ci cammina al fianco, sostenendoci a bracetto?
Purtroppo, come spessissimo abbiamo detto, non è affatto facile adottare comportamenti che non ci sono affatto naturali, soprattutto se nessuno ha potuto insegnarceli, se non li abbiamo visti nei nostri genitori, che non ne avevano bisogno, e se, oggi, la società ci porta, necessariamente ad assumerne di opposti.
Per evitare quei comportamenti deleteri per la felicità dell’altro e di conseguenza per la felicità nostra e della coppia, abbiamo bisogno di essere punzecchiati giorno dopo giorno, affinchè certi comportamenti si automatizzino, il più possibile e possiamo imparare nuovi ruoli e nuovi comportamenti, che facciano durare il nostro rapporto, per sempre.
Apparentemente, tutti questi sono solo retaggi medioevali e probabilmente lo sono, ma è sbagliato? No! E’ nella nostra natura! La donna ha il diritto di sentirsi fragile e l’uomo quello di proteggerla… Il nostro benessere risiede solo in questo tipo di atteggiamenti e nella differenziazione dei ruoli.
Questo non significa affatto che la donna debba stare a casa e l’uomo debba lavorare, va benissimo l’evoluzione dei compiti, ma è fondamentale, sempre, coltivare e favorire le differenze Applicare nuove strategie comunicative e alimentare la femminilità o mascolinità del nostro partner, significa proprio questo, fare in modo che l’altro non risulti mortificato nel suo ruolo, dal nostro atteggiamento.uomo donna ed il benessere reciproco e soprattutto non frustrarlo, con atteggiamenti erronei.
Si può essere femminili, pur indossando i pantaloni ed andando a lavorare.
Si può essere maschi, pur cucinando o sbrigando qualche piccola incombenza domestica.
“Più è fragile un vetro, maggiore è il valore di chi lo possiede” (parafrasando Plinio)

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