Cosa significa afasia ottica
L’afasia ottica e una dissociazione visuo-verbale. Il paziente vede un oggetto, ne coglie il significato e la funzione, tanto da poterne mimare l’uso o raggrupparlo con oggetti affini, ma non riesce a recuperarne il nome quando lo stimolo arriva per via visiva. La stessa parola viene invece prodotta senza difficolta se l’oggetto e descritto verbalmente, toccato con le mani o evocato dal suo suono caratteristico. Il deficit resta quindi confinato al solo canale visivo. Sul piano anatomico il quadro classico e ricondotto a una lesione occipito-temporale dell’emisfero sinistro, spesso associata a un danno dello splenio del corpo calloso, che interrompe il trasferimento dell’informazione visiva dall’emisfero destro verso le aree del linguaggio situate a sinistra.
Afasia ottica in pratica
Il disturbo va distinto dall’agnosia visiva, in cui e gia compromesso il riconoscimento dell’oggetto, e dall’anomia generalizzata, che colpisce la denominazione in ogni modalita sensoriale. Nell’afasia ottica il riconoscimento e conservato e l’errore e tipicamente di tipo semantico, come chiamare “coltello” una forchetta, oppure un blocco nel recupero del nome. Per questo la valutazione neuropsicologica confronta in modo sistematico la denominazione visiva con quella tattile e uditiva, isolando il canale deficitario e orientando diagnosi e riabilitazione del linguaggio.
Termini correlati
Agnosia visiva, anomia, dissociazione visuo-verbale, splenio del corpo calloso.
Lascia un commento