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Io Sono la Disintegrazione (Viva la Vida)

Frida aveva sopracciglia unite – per non far scappare lo sguardo (uno sguardo attento, doloroso, costantemente rivolto dentro di sé). Era nata nel 1907, messicana fino alla punta dei capelli, anche se metà delle sue radici venivano dalla vecchia Europa. Una famiglia unita: padre fotografo talentuoso, amatissimo dalla figlia, e una madre devota e di

“La Bufera Infernal che Mai Non Resta”

L’anima ha stagioni – perché vive cicli e momenti diversi. E ci sono stati numerosi artisti – davvero molti – che hanno provato per tutta la vita il devastante alternarsi di queste fasi della mente, senza riposo. Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikivsky), cosa non originale, ha pagato la sua rara creatività e la sua preziosa ispirazione

Munch: i tre Angeli di Edvard

Scrivere articoli sui grandi nomi dell´arte e non considerare lui è praticamente impossibile. Pittore dell´estremo nord, dove la luce si fa avida, figlio di una famiglia dove il dolore non è mai mancato, Edvard Munch è intenso e in un certo senso così spaventoso da essere stato categorizzato come cantore dell´angoscia. Ma da dove viene

Dante Gabriel Rossetti: l’Uomo che Seppellì la Bellezza che Aveva Dentro

La giovane Maria è quasi spaventata, in quel quadro. Nel suo sguardo sembra leggersi un rifiuto,una domanda: perché io? Non è la classica rappresentazione dell’annuncio dell´Arcangelo Gabriele, bensì pare che si sia messa sulla tela una sorta di condanna che la Santa pare restia ad accettare: perché a me? Il pittore, del resto, è un

Le Maree di Virginia

L’Ouse scorreva vicino alla sua casa. Deve aver percorso in pochi minuti, l’ultima strada – nelle tasche tanti sassi pesanti. E poi, una volta sulla riva, ha continuato a camminare, finchè è scomparsa, sotto l’acqua, nel profondo. Era il 28 marzo del 1941: Virginia Woolf era finalmente riuscita a scappare dalle voci che la infestavano,

Il Grottesco o il Niente: Aubrey Beardsley

Il suo nome dice poco, ai più – ma basta una sua illustrazione, ché i suoi disegni hanno influenzato l’arte tutta e hanno accompagnato grandi opere altrui (al punto che pochi si ricordano che fu anche scrittore). Un tocco moderno di china e inchiostro, spesso irriverente, sovente con tematiche erotiche e mitologiche – un rappresentante

Mary Shelley: la morte per compagna (e la vita come aspirazione)

Aveva un volto bello, di una bellezza levigata e leggermente diafana. Coi suoi enormi occhi spalancati sul mondo avrebbe visto provato e sofferto infinitamente per poi diventare semplicemente lei, non più moglie di un celebre poeta, ma Mary Shelley, l’“inventrice” di Frankenstein e l’artista ancora oggi sconosciuta. Ci sono persone che vivono a lungo, più

“Un Uomo più Triste e più Saggio”: Samuel Taylor Coleridge

Non fu mai indipendente – cercò di continuo un rifugio, un approdo, una rassicurazione. E per gran parte della sua vita, i giorni furono segnati da un carattere indeciso e afflitto dall’abuso di oppio. Il risultato fu una produzione letteraria minore di quel che il talento promettava – ma con un paio di perle che

Vincent Van Gogh

Il binomio arte e squilibrio mentale mai fu più chiaro e universalmente riconosciuto come nel suo caso. Ogni particolare in van Gogh ci parla di un’inquietudine disperata e patalogica – la sua vita compulsiva di creativo “dannato” è un inno al cliché dell’artista e lo rende affascinante, forse ancora più talentuoso. Senza dubbio molto triste.

Artemisia Gentileschi: la Passione e la Rabbia

Suo padre era un ottimo rappresentante della pittura in stile Caravaggio. E, si dice, tale padre tale figlia. Ma lei, Artemisia, fece di più: svilluppò uno stile proprio, fervente, teatrale, quasi disperato – e vi riuscì perchè fu la sua vita a essere così (prima ancora della sua arte). Nata a Roma nel 1593, cresciuta