Il Cervello umano e il Linguaggio

Sviluppo fisiologico del linguaggio

Abstract

In this paper we examine the human brain and its main components, then move on to the cerebral areas assigned to linguistic functions. Finally, the main evolutionary stages of language are exposed.

Sommario:1. Elementi neuroanatomici del cervello – 2. Aree cerebrali deputate al linguaggio – 3. Tappe evolutive del linguaggio

 

Elementi neuroanatomici del cervello
Il cervello umano è un organo complesso che si evolve continuamente; esso è formato da miliardi di neuroni, cellule nervose in grado di ricevere, trasmettere ed elaborare informazioni. Il neurone è formato:

  • dal corpo cellulare, o soma al cui interno si trova il nucleo, con il codice genetico della cellula;
  • dai dendriti, sottili ramificazioni attraverso cui i neuroni ricevono informazioni provenienti da altri neuroni;
  • dall’assone, prolungamento cellulare attraverso il quale le informazioni elaborate da ogni cellula nervosa si spostano come impulsi elettrici.

I punti di connessione tra un neurone e l’altro sono chiamati sinapsi.

Le componenti principali del cervello umano sono quattro:

MIDOLLO SPINALE: che controlla l’attività muscolare riflessa e volontaria dei muscoli del corpo e degli arti.
TRONCO DELL’ENCEFALO: controlla la respirazione e mantiene il ritmo sonno-veglia. È formato dal bulbo, dal ponte, dal mesencefalo.
DIENCEFALO: comprende il talamo e l’ipotalamo. Il talamo regola il ciclo sonno/veglia, controlla le funzioni attentive, mnestiche, emozionali. L’ipotalamo invece regola il comportamento alimentare, sessuale, e della temperatura corporea
EMISFERI CEREBRALI: comprendono i gangli della base e la corteccia cerebrale. I due emisferi sono collegati tra loro mediante il corpo calloso, e le loro funzioni sono quelle di organizzare e regolare le abilità cognitive umane: il linguaggio, la scrittura, il calcolo, ecc. Ogni emisfero ha una sua specializzazione, l’emisfero sinistro è: analitico, comprende i dettagli; astratto, giunge all’interno delle cose partendo dal dettaglio; lineare, procede in ordine sequenziale; logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. L’emisfero sinistro è sede di tutte le attività che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo. L’emisfero destro è: sintetico, comprende l’insieme delle parti; concreto, spaziale, coglie le relazioni nello spazio; intuitivo, usa immagini e sensazioni; analogico, usa metafore, globale, percepisce le strutture di insieme; è sede delle attività creative e di fantasia.

Aree deputate al linguaggio

I primi studi sulle aree cerebrali deputate al linguaggio sono stati fatti su pazienti le cui lesioni cerebrali avevano causato un deficit linguistico.

Nel 1861 Pierre Paul Broca esaminò il caso di un paziente che dopo un ictus aveva perso la capacità di parlare, quello che era in grado di produrre era solo la sillaba tan,però gli era rimasta intatta la capacità di comprendere. Una volta morto il paziente, Broca eseguì l’autopsia e riuscì ad individuare la zona della lesione: una particolare area del cervello con funzione di pianificazione ed esecuzione dei movimenti articolatori per produrre le parole, la cosiddetta Area di Brocadal suo scopritore.

Nel 1874 Carl Wernicke studiò dei pazienti che pur non riuscendo a capire la lingua parlata e scritta, erano apparentemente in grado di fare discorsi scorrevoli, ma privi di senso logico. Egli scoprì una zona, vicina alla corteccia uditiva dell’emisfero sinistro, preposta alla comprensione del linguaggio, che poi da lui prese il nome (Area di Wernicke) e che se danneggiata provocava un tipo particolare di afasia. Grazie agli studi di Broca e Wernicke se l’emisfero sinistro del nostro cervello è stato identificato come l’area deputata alle funzioni linguistiche.

In seguito alle ricerche di Roger Sperry si è giunti alla conclusione della lateralizzazione degli emisferi, cioè ogni emisfero cerebrale svolge compiti ben precisi. L’emisfero sinistro si considera dominante riguardo il linguaggio.

Tappe evolutive del linguaggio
Il bambino tra i 18 e i 24 mesi ha un vocabolario espressivo di circa 130 parole, cioè è in grado di usare parole per stabilire una relazione: si, no, dammi; di eseguire piccoli compiti su richiesta degli adulti; durante il gioco parla tra sé e sé; in questo periodo compare il linguaggio telegrafico, cioè frasi composte da due paroline (mamma nanna), non sono presenti articoli, forme verbali e congiunzioni.

Tra i 24 e i 30 mesi il bambino possiede circa 500 parole, questo significa che avviene un’esplosione del linguaggio. Il bimbo è capace di indicare almeno sei parti del suo corpo, scompare l’uso delle parole onomatopeiche, sa costruire frasi semplici con soggetto e verbo, usa il plurale di alcune parole.

Tra i 30 e i 36 mesi le frasi che il bambino usa sono più complesse, sa usare suoni affricati (C/G), e fricativi (F/V/S), in alcuni bambini emerge anche il suono R.

 

Condividi questo articolo...Share on Facebook
Facebook
8Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin