La Lamentela nuoce gravemente alla Mente

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Lamentele, negatività, problemi, paure, rabbia, critiche, giudizi, spengono il cervello!
Lo dimostra uno studio scientifico.

Quante volte, durante il giorno ci troviamo di fronte a queste cose?
Che siamo noi stessi a pronunciarle, che qualcuno si sfoghi con noi, che lo leggiamo o lo ascoltiamo dai mass media, con esse trasformiamo il nostro cervello in un cestino di rifiuti tossici.

Effetti fisiologici

Uno studio scientifico ha dimostrato che stare vicino a chi continua a lamentarsi, o assorbire negatività dalla televisione e dai media, non solo non fa bene alla psiche ed al proprio livello energetico, ma addirittura fa fisicamente male al cervello.
Bastano solo 30 minuti al giorno, per spegnere fisicamente i neuroni dell’ippocampo, l’area cerebrale coinvolta nella soluzione dei problemi.
Siamo così abituati alle negatività, da esserne perfino assuefatti e da non renderci conto che quei 30 minuti al giorno li sforiamo abbondantemente! Basta semplicemente un telegiornale…

Lamentarsi produce ovviamente anche l’effetto di allontanare le altre persone, ma non solo psicologicamente. Questo effetto altro non è che la conseguenza della reazione del cervello allo spegnimento delle cellule dell’ippocampo. Strategia di sopravvivenza: allontanarsi in fretta da chi trova tutto negativo e ci crea danno fisico!

Fisiologicamente, le cellule del nostro cervello si specializzano con contenuti di basso livello, perdendo nel tempo in creatività e capacità di risolvere le situazioni critiche, uscire dalle difficoltà e mettere in moto l’inventiva, cosa che si sviluppa normalmente nelle persone che invece scelgono la positività e trasformano gli errori in utilità, i problemi in soluzioni, le crisi in opportunità.
Di fatto, questa conseguenza è facilmente verificabile, in noi stessi, quando stiamo a contatto con persone negative, distruttive e piatte o quando stiamo con persone positive, stimolanti e di successo. Con le prime, ci si finisce di appiattire, con le altre, ci si stimola vicendevolmente e ci si espande.
Le persone di successo, si circondano di persone di successo…

Gli effetti fisiologici presumibili, si evincono anche dagli studi di Masaru Emoto, sugli effetti delle parole sull’acqua e sulla materia (riso).

Effetti psicologici

Psicologicamente, già normalmente siamo vittime del nostro pilota automatico per il 95% del tempo. Esso è prioritariamente mosso dalle paure.
Quando siamo in un circuito negativo, anche la parte cosciente, il 5%, inizia ad entrare nello stesso meccanismo e, di certo, si rafforzano e cristallizzano ancora di più gli schemi ed i programmi mentali autosabotanti che ci portiamo dentro, allontanandoci sempre più dalla realtà e dalla possibilità di trovare e provare emozioni positive.
Le nostre lamentele, le nostre parole, sono frutto dei nostri pensieri ed i nostri pensieri sono frutto delle nostre paure e dei nostri condizionamenti. Così come con le nostre paure, aumenta la negatività, per la proprietà transitiva, accrescendo le lamentele e la negatività, significa, aumentare le paure!
Infatti, alimentare la negatività e la paura è come prendersi cura della gramigna nel giardino, trascurando i fiori. Quest’ultimi moriranno e la gramigna infesterà tutto, rendendo quasi impossibile qualsiasi altra coltivazione, per la quale l’unico aiuto potrà giungere solo da una profonda ristrutturazione del subconscio.

Effetti energetici

Anche energeticamente gli effetti sono facilmente riscontrabili; stare con le persone negative, toglie energia, al punto tale che pur mantenendo un pensiero positivo, esse ci tolgono la forza e questa cosa è facilmente dimostrabile con un test kinesiologico.
E anche questa cosa non ci sorprende affatto, perché ben sappiamo quanto le persone negative ci tolgano energia e quanto quelle positive ce la diano!

Effetti quantistici

Come la fisica quantistica insegna, l’energia va dove va il pensiero!
Madre Teresa di Calcutta questo ben lo sapeva e diceva: “Se c’è una marcia contro la guerra, non chiamatemi. Se c’è una marcia a favore della pace, vengo”.
Dare attenzione alle cose negative, le alimenta di energia, così le cose contro cui lottiamo persistono ancora di più.
In un circolo vizioso, tali pensieri diventano l’unica realtà possibile. Quello che riusciamo a percepire intorno a noi è tutto ciò che conferma le nostre aspettative ed i nostri schemi mentali, perché essi sono “noti” e facilitati.
E’ più facile percorrere la strada vecchia, piuttosto che la nuova, che per sua natura è più difficile da percepire.
Così, le nostre credenze diventano i nostri pensieri. I pensieri diventano le nostre azioni. Le nostre azioni, diventano abitudini e le abitudini, il nostro destino. Le nostre credenze sono una profezia che si autoverifica.

In termini di psicologia quantistica, inoltre, lamentarsi significa essere vittime, subire gli eventi, non essere responsabili della propria vita, dare la colpa a eventi esterni o ad altri o, molto spesso, a noi stessi (“non psso farci niente, io sono così!”) e deresponsabilizzarsi totalmente.
La fisica quantistica, invece, tra i suoi caposaldi, ha proprio il fatto che la realtà cambia in base a come la percepiamo e che, di conseguenza, cambiando la nostra percezione, possiamo cambiare la nostra realtà ed il nostro destino!

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