Psicologia e Design

La psicologia, oggi più che mai, se interpretata ed utilizzata correttamente, può essere di grande aiuto a tutti coloro che vogliono produrre e vendere nuove idee, specialmente nell’ambito del design, settore in cui la creatività svolge un ruolo molto importante, ma che sta vivendo attualmente un periodo di crisi.

Infatti, nonostante la società consenta oggi di esprimere la propria creatività ed il modo di intenderla, la velocità con cui tutto si rinnova ed il proliferare di idee e progetti simili tra loro, creano una situazione di saturazione in cui essere veramente innovativo e rivoluzionario risulta sempre più difficile.

Per capire meglio quanto si è detto occorre fare un passo indietro, nella fattispecie nel periodo del dopoguerra, dagli anni ’50 agli anni ‘90. In questo periodo di grandi cambiamenti socio-culturali, la psicologia ha svolto un ruolo fondamentale; essa infatti ha permesso a tutti coloro che ne hanno fatto un buon uso, di capire in che direzione sarebbe andata la società e, di conseguenza, di prevedere quali bisogni le persone avrebbero sviluppato negli anni a venire e come questi si sarebbero potuti soddisfare. Non è stata una coincidenza se, proprio in questo periodo, sono nati, dalla matita di grandi creativi, progetti che sarebbero stati icone di un’intera classe sociale o, addirittura, di un intero paese. Ne sono esempio la Piaggio che, con la collaborazione dell’ingegnere Corradino D’Ascanio, ha introdotto la Vespa, riconosciuta e amata ancora oggi in tutto il mondo come Italian Style per la sua unicità e praticità. Altro esempio è la FIAT e l’indimenticabile 500, icona delle famiglie di “nuova generazione”, dinamiche, giovani, che rispecchiavano un’Italia in recupero e sviluppo, anche questa saldamente presente nei ricordi di tutti e ancora sulle nostre strade sia pure in veste rinnovata. Più in generale possiamo citare il BEL DESIGN italiano che ha creato tutta una serie di nuovi elettrodomestici ed oggetti di arredo, belli, funzionali e di facile utilizzo, che hanno fatto sentire ogni casalinga sicura, competente e moderna, rendendola giustamente disponibile ad accogliere queste nuove proposte.

Ebbene, detto ciò, va aggiunto che, in questo periodo, tutto quello che è stato presentato si è sviluppato in terreni fino ad allora scarsamente frequentati, se non completamente vergini, lasciando un enorme margine di miglioramento e studio a tutti coloro che si sarebbero avventurati in un nuovo progetto. Ne è derivata una maggiore facilità nel risultare “nuovi” e “diversi” se non addirittura “strani”.

Oggi, invece, tutto sembra aver superato il suo eccesso; la spinta dell’uomo nel migliorarsi e nel cercare sempre qualcosa di nuovo lo hanno portato ad esplorare un gran numero di campi, proponendo, per ognuno di essi, migliaia di varianti e sfaccettature. Non va, per altro, sottovalutato il fatto che la popolazione mondiale è aumentata esponenzialmente, accrescendo notevolmente la quantità di idee e di persone che si dedicano al loro sviluppo, risultando estremamente difficile scoprire o inventarsi una nuova strada da percorrere.

Per superare questa crisi, ritengo che la psicologia ci possa venire nuovamente in aiuto. Infatti, ci troviamo in un mondo che sembra farsi sempre più stretto, che sembra aver esaurito tutte le risorse, non solo alimentari, ma soprattutto mentali, e che pare spingerci a ricercare qualcosa di veramente nuovo altrove, su altri pianeti o addirittura in lontane civiltà. A questo punto la psicologia ci può indicare come questo percorso di rinnovamento possa invece partire da noi stessi, viaggiando non con il corpo, ma con la mente. Si tratta di intraprendere un percorso interiore, che ci porti a riscoprire e ad apprezzare la nostra unicità per quello che è, e non per quello che non è o per quello che dovrebbe essere. Sarà questo processo di illuminazione personale che ci porterà ad esprimerci nuovamente con estrema unicità e diversità rispetto a tutti, e sarà la stessa unicità in cui le persone potranno riconoscersi all’interno di un nuovo progetto, facendo sì che questo possa essere accolto positivamente e rendendolo duraturo nel tempo.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che il cliente, piuttosto che il fruitore o il consumatore, è, prima di tutto, persona e, come tale, risponde a tutti quei meccanismi cognitivi e comportamentali che la psicologia studia e cerca di comprendere. Sicuramente i meccanismi mentali che ci caratterizzano oggi sono molto più complessi ed elaborati di quelli di 50 anni fa, per via del contesto socio-culturale in cui ci troviamo e per via dello sviluppo che la coscienza umana ha avuto e che, sempre più velocemente, sta affrontando. In conclusione si può affermare che è fondamentale, specialmente per un creativo, trovare riferimenti nella psicologia. Quest’ultima, infatti, non solo ci può aiutare a conoscere noi stessi, ma ci permette di entrare nei meccanismi mentali delle persone e di capirli nella loro complessità. Un primo risultato sarà quello di capire effettivamente cosa vuole la persona che ci sta commissionando un nuovo lavoro, sia esso un oggetto di arredo, piuttosto che uno yacht, una nuova vettura, un nuovo logo o una campagna pubblicitaria.

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