Creazione e Trasferimento di Conoscenza nelle Organizzazioni

Due autori giapponesi di management, Nonaka e Takeuchi sostengono che in occidente erroneamente vediamo la conoscenza organizzativa come semplice elaborazione di informazioni, la crediamo un evento necessariamente esplicito e in qualche misura formale e sistematico, che può trovare espressione numerica e verbale ed essere facilmente comunicata e condivisa sotto forma di dati grezzi , formule, procedure codificate e assiomi.

In realtà i due sostengono che questa visione di conoscenza non sia altro che la punta dell’iceberg. Definiscono la conoscenza in primo luogo come evento “tacito”, qualcosa cioè di difficilmente afferrabile ed esprimibile ed ha le sue radici più profonde nell’azione e nell’esperienza individuale, oltre che negli ideali, nei valori e nelle emozioni personali.

E’ possibile cogliere due dimensioni di conoscenza tacita:

Conoscenza tecnica: che comprende l’insieme di abilità e di forze informali e difficili da cogliere riassumibili nel termine “know how”.

Conoscenza cognitiva: schemi, modelli mentali, credenze, percezioni così consolidate da essere divenute assiomatiche

Al contrario della conoscenza esplicita, questa, è difficilmente processabile e trasmissibile in forme sistematiche e logiche.

Per poter essere comunicata e condivisa all’interno dell’organizzazione, la conoscenza tacita deve essere convertita in parole o in numeri universalmente comprensibili. Il processo di creazione di conoscenza organizzativa coincide precisamente con questo momento di conversione della conoscenza tacita in conoscenza esplicita (e con il processo inverso).

Nonaka e Takeuchi, a seguito delle loro ricerche sul campo suggeriscono tre caratteristiche del processo di creazione di conoscenza, attuate per esplicitare la conoscenza tacita:

1)Utilizzare linguaggio figurativo e del simbolismo per dare espressione a ciò che esprimibile non è.

Questo linguaggio può assumere la forma di METAFORA e ANALOGIA.

La metafora consente alle persone di integrare in modo nuovo ciò che sanno e di cominciare a esprimere ciò che sanno e che non riescono a formulare altrimenti.

L’analogia, permettendo di chiarire le somiglianze e le diversità che legano o differenziano due oggetti o idee, pone una distinzione maggiormente strutturata tra due idee o oggetti.

2) La conoscenza innovativa parte sempre da un individuo e la conoscenza di un individuo si trasferirà al gruppo di lavoro attraverso il dialogo, la discussione, la condivisione di esperienze e l’osservazione, comunicate attraverso l’uso di “brain storming”.

3) Facilitare l’ambiguità e la ridondanza per incoraggiare gli scambi frequenti fra dipendenti, facilitando così il trasferimento della conoscenza tacita.

Nelle imprese giapponesi le persone non si limitano a ricevere passivamente nuove forme di conoscenza, ma le interpretano attivamente, con lo scopo di integrarle alla loro situazione e al loro punto di vista.

Nonaka e Takeuchi (1995) nel presentare la loro teoria della creazione di conoscenza si riferiscono a due dimensioni: epistemologica e ontologica. Queste governano il processo di creazione conoscenza.

Nella dimensione ontologica la conoscenza è unicamente il prodotto di singoli individui. L’organizzazione sostiene i suoi membri più creativi e offre loro un contesto in cui creare conoscenza. Questo processo inizia con l’individuo e va ad espandersi fino al gruppo, l’intera organizzazione e l’ambiente esterno con cui si trova ad interagire.

La dimensione epistemologica riguarda, invece, la distinzione tra conoscenza tacita ed esplicita. La conoscenza che deriva dall’esperienza tende a essere tacita, corporea e soggettiva, mentre quella che deriva dalla ragione tende a essere esplicita, astratta e oggettiva. L’ipotesi per cui la conoscenza si sviluppa a partire dall’interazione fra la conoscenza tacita e quella esplicita consente agli autori di postulare 4 modalità distinte di creazione di conoscenza.

Con la socializzazione si passa da una conoscenza tacita ad un’altra. È un processo di condivisione di esperienze e di creazione di forma di conoscenza tacita quali modelli mentali e abilità tecniche condivise. Il brainstorming può favorire questa modalità di conversione, anche se un individuo può acquisire conoscenza tacita dalla relazione diretta con altri senza l’intervento del linguaggio, ma attraverso l’osservazione, l’imitazione e la pratica. La chiave per acquisire conoscenza tacita è l’esperienza.

Con l’esteriorizzazione la conoscenza tacita diventa esplicita assumendo forma di metafora, analogia, concetto, modello, ipotesi. Essa è innescata da dialoghi e riflessioni collettive. L’esteriorizzazione costituisce la chiave alla creazione di conoscenza perché crea concetti nuovi ed espliciti a partire dalla conoscenza tacita. Questo è reso possibile con l’uso della sequenza metafora-analogia-modello

Quando si passa da una conoscenza esplicita a un’altra si parla di combinazione, inteso come un processo di sistematizzazione di concetti in un sistema di conoscenze. Gli individui scambiano e combinano conoscenze tramite documenti, incontri, conversazioni telefoniche, reti informatiche e di comunicazione. La riconfigurazione delle informazioni esistenti attraverso lo smistamento, l’aggiunta, la combinazione, e la categorizzazione di conoscenze esplicite può condurre a nuove forme di conoscenza

Infine, quando si passa dalla conoscenza esplicita e quella tacita abbiamo l’interiorizzazione. Si tratta di un concetto strettamente collegato a quello di «apprendimento attraverso l’azione». Questa modalità è facilitata quando la conoscenza esplicita è verbalizzata o rappresentata graficamente in documenti.

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