The Bodyguard e la difesa personale

The Bodyguard, 1992. E’ un film di ieri e di oggi, sempre attuale, avvincente ed educativo, trainato da “I Will Always Love You”, la colonna sonora che ha venduto 16.000.000 di dischi in tutto il mondo e che, con la suggestione infusa nell’animo dello spettatore, favorisce l’effetto “a specchio”, richiamando alla memoria altre composizioni musicali dal forte potere evocativo, prima fra tutte la “Cantata per la Morte di Falcone e Borsellino”, scritta dalla giovane compositrice Maria Luisa Macellaro La Franca. Le struggenti parole del “Coro”, dirette a tutto il pubblico per il loro messaggio universale e umanitario, invitano a rinnovare il ricordo di impavidi emblemi di speranza e giustizia che hanno interagito nella “Macrostoria” e, nella fattispecie, dei misconosciuti “uomini della scorta” da onorare insieme ai due eroici funzionari barbaramente trucidati dalla “peste mafia”.

“Ricordi dolci e amari” scorrono, in 130 minuti, davanti agli occhi luccicanti di quanti hanno ripercorso le avventure esistenziali di Rachel Marron con la regia di Mick Jackson in questo spettacolare thriller dalle grandi connotazioni drammatiche ed emozionanti. Stalking per la bella rockstar dalla voce meravigliosa minacciata di morte, mentre, contemporaneamente, un “folle ammiratore psicopatico con l’hobby delle lettere minatorie” riesce a entrarle in casa a sua insaputa. In una climax di sempre più esplicite intimidazioni, il batticuore diventa panico, si teme per l’incolumità del bellissimo “usignolo” e, soprattutto, per quella di Fletcher. Seri indizi inducono il team della sicurezza a pensare che non si tratti di un semplice mitomane e che la situazione stia precipitando verso una  deriva inquietante. Il manager Bill Devaney desidera ingaggiare Frank Farmer, conoscendo il passato glorioso, la preparazione e il peculiare addestramento “efficace e professionale” dell’ex agente della CIA, ora orientato alla più redditizia professione di guardia personale. Conster era il numero uno dell’entourage del Presidente Reagan, ma, sul suo capo, pesa un’onta perché non era al suo posto nel momento dell’attentato al Presidente, un presunto sbaglio che egli non si mai è perdonato. Egli, però, dopo molte esitazioni, decide di ritornare in azione e accettare il difficile incarico di proteggere la bellissima e famosa cantante.

Una prevedibile storia d’amore, a questo punto, offre il “la” a molte riflessioni. La favola romantica, infatti, “sembra eludere le difficili verità sulla condizione, la psicologia e i rischi degli uomini di scorta” (Tullio Kezich), ma solo in apparenza, perché essa, sostanzialmente, è incentrata su temi scottanti. Qual è la funzione di una Guardia Espaldas? Quanto occultato eroismo si trova in questa figura che rischia continuamente la propria vita nell’eseguire un lavoro estremamente impegnativo e probante per il quale non sono anticipati orari prestabiliti o giorni festivi? Come mai, in Italia, a livello normativo, non siano previste compagini di difesa personale? Tali presenze, nella penisola, sono addirittura ritenute illegali poiché le loro funzioni e i loro compiti sono espletati dalle forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Secondo l’Articolo 134 del T.U.L.P.S., il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, è, infatti, considerato illecito qualunque tentativo di sostituirsi alle Forze dell’Ordine nella funzione di tutela di chi è o si sente minacciato. Alla pregnanza della problematica affrontata da Mick Jackson incanala la stessa protagonista, la quale, prima, è aggressiva, cinica e capricciosa; dopo, nel corso della sua maturazione, rendendosi conto del fondato pericolo per lei, dei rischi a cui va incontro il figlio e del difficile compito sostenuto da Frank, diventa capace di mostrare tenerezze e fragilità che il personaggio costruitosi attorno aveva nascosto accuratamente. L’attrice di colore, capricciosa e arrogante, al primo incontro con Frank ha una violenta reazione, alquanto prevenuta nei confronti di una guardia del corpo “freddamente professionale”, di poche parole, “dallo sguardo gelido, indagatore, quasi impossibile da penetrare” e di cui non avverte la necessità; diventa persino ferocemente ironica nel trovarsi davanti “una scorta a basso profilo” anziché uno di quei coreografici “omoni grandi e grossi che, col proprio corpo, fanno scudo al vip di turno”.

Kevin Costner, però, indifferente agli sbalzi di umore della donna e abituato a “prevenire pianificando”, prende le redini della situazione, cerca di rendere efficienti i sistemi di sicurezza assai precari della villa principesca, mostra familiarità con le tecniche per impianti d’ascolto e di ordigni esplosivi, gestisce carteggi e documenti con segretezza, amministra i dati con perizia e riservatezza, stravolge la vita della stella, ne contesta i ritmi frenetici, non la lascia mai sola, la sottrae a una pericolosa apparizione in un locale, frena l’addetto stampa della donna, dà una lezione memorabile al corpulento guardaspalle Tony … Egli, insomma, “riuscendo a non farsi riconoscere da chi non ha l’occhio allenato”, conduce una continua lotta contro tutto e tutti, riflette velocemente e agisce d’istinto senza mai essere invadente, è “un’ombra grigia che non attrae l’attenzione su di sé e offre alla cliente la miglior protezione possibile” … “Ha solo una paura”, dice a Fletcher, “quella di non esserci nel momento in cui potrà esserci bisogno di lui”.

Tra Kevin Costner e Whitney Houston, in particolare, si scatena un conflitto tra titani che accende ping pong di battibecchi, sorrisi teneri e occhi languidi … poi il “corto circuito”, i due “si scoprono” e Cupido li ferisce … La stima diventa incondizionata e nasce un amore profondo che esaspera la già latente rabbia della sorella di lei, Nikki. Rachel, finalmente consapevole del difficile compito che egli deve sostenere, promette di osservare una condotta più prudente e, “come ricompensa”, convince la Body Guard ad accompagnarla fuori a cena … La notte diventa la segreta confidente della loro intimità, anche il monocorde Frank, prigioniero nel suo ruolo, eternamente concentrato su qualcosa di importante o doloroso a ricordarsi, “si scioglie” e i due si lasciano travolgere da una sensuale e irresistibile passione, ma le luci dell’alba costringono “il duro dallo sguardo di ghiaccio e dal cuore tenero” a riprendere, seppur a fatica, il controllo; glielo impone il ruolo che occupa e, d’altra parte, “egli non rende bene in un posto fisso perché gli si addormentano i piedi”. La ferita profonda che egli segna nel cuore di Rachel, l’orgoglio e il risentimento rischiano di concretizzarsi al party Miami, quando la giovane candidata all’Oscar, per vendicarsi, sollecita le attenzioni di Greg Portman, un collega di Frank, con il quale si ritira in una camera senza, comunque, cedere agli avidi interessi del BG. L’arrivo di una lettera nel camerino del teatro a Miami scatena l’angoscia della Body Guard che decide di portare Fletcher, Rachel e Nikki nello chalet di suo padre, al Nord.

Il “giallo” s’infittisce, ma presto le ombre si diradano palesando il movente e il mandante. Può l’assurda gelosia di una sorella, verso cui la vita è stata inclemente”, aver provocato tanti drammi? Sì. Nikki confessa di aver pagato un sicario per far minacciare e uccidere la diva, simulando il gesto di un maniaco. Tutto è “raccontato” attraverso passaggi velocissimi in cui Frank trae a riva Fletcher che si era avventurato, di nascosto, in una gita sul lago e la barca esplode; insegue inutilmente, nella stessa notte, il killer che, prima, uccide per errore la “spia-mandante” e, poi, riesce a fuggire; scopre, in extremis, tornando a Los Angeles per la premiazione degli Oscar, che il sicario è Portland nelle vesti di un anonimo cameraman; salva Rachel facendole scudo e, pur gravemente ferito, uccide il criminale; nelle ultime battute, invalido e tremendamente innamorato, affida Rachel, alle cure di un altro collega “dai capelli bianchi”. E’ tutto finito? Ancora no!!! … Altri 5 minuti per il lungo bacio che Whitney Houston e Kevin Costner si scambiano … E’ un “addio”? La platea ancora spera nel “miracolo” … inutilmente!!! Frank, guarito, riprende, con il solito coraggio, il suo lavoro mentre il sipario si chiude con le note immortali di una colonna sonora strabiliante che il timbro di Whitney Houston ha reso immortale … “Andrò via, ma io so che penserò a te a ogni passo della mia strada … Ti amerò sempre … Spero che la vita ti tratti con gentilezza … Spero che tu abbia tutto ciò che sognavi … Ti auguro gioia e felicità, ma, soprattutto, ti auguro di amare”.

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