Bullismo: Cause, Origini e possibili Interventi Pedagogici


Il problema del Bullismo in Italia è un fenomeno sempre più in via di espansione, i mass media che amplificano le notizie creando allarmismi mettono tensione anche laddove non ce ne dovrebbe essere.

Il fenomeno del bullismo coinvolge sia ragazzi di bassi ceti sociali , che ragazzo di alta borghesia, ma alla base di tutto c’è sempre la manifestazione di un disagio affettivo che trova le basi nella famiglia, un eccesso di protezione , lassismo sulla vita di comunità ( così intesa in senso lato la famiglia), regole deboli o inesistenti.

Un altro problema che tende ad emergere è il conflitto che ci può essere tra bullismo e razzismo o altro che possa far pensare al bullismo, ma che tale non è.

Per parlare di bullismo è importante fare luce su ciò che è la famiglia oggi, cosa vuol dire veramente fare famiglia. L’argomento è piuttosto complesso, troppe volte i figli sono usati come un collante per situazioni familiari disastrate, pensando che un figlio possa unire una coppia, a volte può essere il frutto di un amore sbagliato.

In altre occasioni i figli, soprattutto in fase di separazione non consensuale, possono diventare un mezzo di ricatto, considerati veri e propri oggetti da baratto.

La maggior parte delle volte invece fare figli viene visto come un gesto automatico, lo metto al mondo e poi vedrò come educarlo, molti ripetono la stessa cosa che i loro genitori hanno fatto con loro, ma così non può funzionare. Infatti così facendo ci si dimentica che ogni ragazzo ha una sua identità con un suo carattere, atteggiamento e temperamento, identità che va rispettata.

Dimenticando che il comportamento che abbiamo con i nostri figli, ma in particolare con il nostro coniuge è la prima fonte di esempio, educazione ed emulazione per i nostri figli.

I genitori hanno un ruolo basilare nell’educazione e nello sviluppo dell’autostima, spesso tendono a dettare le regole, a dettare legge come si fosse in una caserma, più che in una Comunità chiamata Famiglia.

La società sta cambiando, i modelli educativi stanno evolvendo, i genitori dei figli oggi adolescenti sono gente che ha fatto il ’68 per cui con tutto la libertà che i giovani, in particolare le donne, volevano prendersi in quel periodo è un po’ difficile che riescano a dare valore e credenze stabili e coerenti alle loro linee educative.

Altro problema per il possibile sviluppo del bullismo è la situazione economica , oggi la vita costa cara per cui i genitori sono entrambe costretti per mantenere la famiglia a lavorare entrambe, cumulando tensioni e sensi di colpa, così facendo però riempiono di un amore sbagliato i loro figli concedendogli tutte le libertà, dire “ no” metterebbe il genitore in una situazione di disagio, in altri casi li riempiono di soldi che loro possono spendere indiscriminatamente come vogliono.

In altri casi il genitore arriva stanco dal lavoro e purché il figlio stia lontano e lo lasci riposare fa di tutto. In questo modo il bambino e poi il ragazzo cresce sentendosi abbandonato, anche se in realtà da un punto di vista economico è al completo. La situazione giunta ad un certo punto scoppia, facendo si che i ragazzi trovino nel gruppo quella forza, quel senso di accettazione e di appartenenza che in casa non trovano.

Il commettere atti di bullismo quindi è una voglia di prevaricazione delle persone più deboli , un sentirsi e voler farsi vedere superiori agli occhi del gruppo dove c’è la ricerca di un’identità. Il fare gruppo in età adolescenziale è importante perché permette di crescere , di mettersi alla prova, di capire i suoi limiti e le sue potenzialità, di essere educato al rispetto dell’altro, che in questo caso è ovviamente dimenticato, trascurato, inutile.

Come in ogni gruppo che si rispetti ci sono dei processi di iniziazione al gruppo utili per il reclutamento nella banda.

Per arrivare a far si che il fare gruppo sia un elemento di crescita importante per il ragazzo, un luogo- non- luogo dove il ragazzo possa sperimentare la propria autonomia, sviluppare il senso del limite proprio ed altrui è importante che scuola e famiglia siano coalizzate insieme , credendo nella giusta educazione del figlio e guardando insieme nella stessa direzione.

E qui sorge il problema principale, avendo perso la famiglia autorevolezza ( considerando che dare uno scapaccione al figlio è un atto passibile di denuncia), così la scuola ha perso la sua autorevolezza, gli insegnanti sono quasi obbligati ad accettare gli atti del bullo a scuola perché altrimenti arrivano i genitori a dire di tutto all’insegnante perché ha messo la nota al figlio.

Il problema è grave, vario e complesso per cui scuola e famiglia dovrebbero agire in simbiosi. Spesso non c’è la voglia per arrivare a questo, ma per farlo si possono usare strumenti che sono di uso quotidiano per entrambe sia genitori che figli, i mass media, tv, internet, radio, giornali.

Dai fumetti per i più piccoli, a storie, racconti, vicende varie per poter arrivare a comprendere e trovare una linea di forza comune.

Oltre a Scuola e Famiglia , nell’aiutare gli adulti coinvolti nell’educazione del figlio possono intervenire le Associazioni sportive di quartiere in questo possono fare molto.

Per ogni proposta di intervento preventivo ed educativo è importante far prendere nota considerazione agli Insegnanti ed ai Genitori di quali tutele legislative ci sono, in modo che non si sentano trascurate, come spesso succede in questi casi di “ malasanità scolastica e familiare”.

Parlo di malasanità, perché secondo le ultime definizioni dell’Oms la salute ora non è più solo assenza di malattia, ma benessere psicofisico – sociale e relazionale, a me sembra quindi che in questa situazione la salute psicofisica manchi ad entrambe le figure coinvolte nell’atto educativo: genitori, ragazzi ed insegnanti.

Grazie alla nuova riforma scolastica le scuole hanno la piena autonomia di gestione dei casi di bullismo presenti, dove comunque non vengono tollerate nemmeno le più piccole forme di sopruso all’interno delle mura scolastiche, anche al di fuori delle normali ore di lezione.

Alla scuola quindi viene dato più potere e ciò funge da importante sostegno per le famiglie dei figli vittima del bullismo e sia alle famiglie dei carnefici.

Molto trascurato, ma invece ha un ruolo predominante nell’educazione dei figli è lo sport svolto in maniera regolare e soprattutto con una base ludica, nessuno deve diventare per forza un campione, ma tutti hanno necessità di crescere in salute.

Anche le linee guida Ministeriali vedono nello sport un mezzo di crescita importante per i giovani ragazzi,

Lo sport ha una base educativa importante, è un concentrato di emozioni, lo sport è una palestra di vita e come tale educa al rispetto delle regole, fonte ed ambito di esperienze emozionali.

Ecco che la figura di un pedagogista sportivo ha un’importanza basilare in quanto permette di trovare le linee guida migliori per trasmettere il concetto di educazione alla salute e al benessere.

Il pedagogista insegnerà la “ grammatica del movimento”, ovvero l’espressione emozionale che ci sta dietro ogni gesto, spesso invece questa parte emotiva dai grandi viene trascurata. Mancando quindi anche una corretta educazione all’autostima e all’affettività.

Se salute e benessere dall’Oms vista come benessere psicofisico – relazionale, scuola famiglia e associazioni sportive devono infatti lavorare su questo punto.

I messaggi devono essere propositivi, attivi e creativi, quindi sarà bene trovare degli spazi interni ed esterni alla scuola dove trascorrere dei pomeriggi organizzando gare, piccole competizioni sportive, in collaborazione anche con l’insegnante di ginnastica.

Così’ come uno spazio interno per l’elaborazione creativa con disegni, dei collage con ritagli di giornale, attività di role-play per l’elaborazione dei vissuti, delle emozioni, dei sentimenti, delle liti nate sul campo ma sedate dai professionisti in essere.

Alcuni momenti importanti potranno essere vissuti con le Autorità, sindaco, Vigili, Polizia per poter illustrare a livello penale quello che potrebbe accadere, aiutandoli a prendere una maggiore consapevolezza dei loro atti, marchiare a fuoco qualcuno non fa solo male da un punto di vista fisico e psicologico alla vittima, ma fa danni anche al carnefice. Quali? Come? Perché?

Domande che troveranno risposta solo in un contesto adeguato e con le giuste figure di riferimento, il pedagogista poi potrà mediare le emozioni dei ragazzi, trovando così le giuste parole e i giusti insegnamenti.

Un’attività importante per le strategie anti bullo è quello di far lavorare i ragazzi su qualche filmato oppure sulla lettura di qualche storia che abbia come tema principale il bullismo, per discutere poi e far emergere liberamente le loro emozioni, sensazioni, paure.

Paure a volte di non essere in grado di affrontare in modo adeguato la realtà che si sta vivendo, altre volte manca proprio lo spazio e le persone giuste con cui farlo. Ovviamente nel contesto in cui ci si trova tutto è perfetto per questo.

Il tutto viene filmato con la videocamera per poter discutere sia con loro che con i genitori.

I genitori, insegnanti e altro personale educativo coinvolto ( Dirigente scolastico, personale ATA, allenatori, istruttori,….) devono avere anche loro una formazione in contemporanea a quella dei ragazzi. E’ importante all’inizio del progetto per una conoscenza generale di quello che si andrà a fare, di obiettivi e finalità che si desidera raggiungere , per poter collaborare insieme, altrimenti il risultato non sarà completo.

Saranno poi necessari degli incontri in itinere per verificare che siano stati raggiunti dati obiettivi, ma soprattutto per discutere insieme delle difficoltà emerse durante il progetto, ma anche condividere le cose positive raggiunte.

Concludendo quindi, se la società di oggi è complesso, variegata di soggetti e problematiche è così vero che il bullismo è una faccia di queste, risolvere il problema non è un gioco da ragazzi, ma di certo collaborando insieme si potrà giungere ad una soluzione.

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