Il Ruolo degli Educatori nel Rispetto della Fisiologia Cerebrale Umana
Quando si parla di sviluppo non ci si riferisce ad un processo lineare ed omogeneo, bensì ad un complesso divenire di diverse variabili endogene che si intersecano, a loro volta, con le variabili ambientali. Dopo gli studi, fondamentali, di Piaget, Vigotskij, Bruner (versante cognitivo) e di Anna Freud, Klein, Mahler (versante psicodinamico), oggi siamo concordi nell’affermare che lo sviluppo inteso come susseguirsi di tappe è superato, e preferiamo parlare di costruttivismo, secondo modelli interazionali dinamici in cui l’organico (potenzialità e vulnerabilità) è costantemente embricato con l’esperienziale (funzionale o disfunzionale) per dar luogo a transazioni sistemiche.
Per costruttivismo intendiamo, in sintesi, l’interrelazione dinamica tra cervello (fisiologia, biologia, genetica) e ambiente (socio-educativo e affettivo) dalla quale dipendono, appunto, tempi, modi e qualità dello sviluppo individuale in quanto incessante relazione dinamica tra dentro e fuori, o meglio, tra le diverse dimensioni di ciò che è interno al soggetto e le diverse dimensioni di ciò che lo circonda (esperienza).
Insomma, non c’è individuo senza interazioni, ovvero senza relazione, a tutti i livelli.
In questo universo relazionale rientra a pieno titolo il rapporto tra adulti e ragazzi, che sarò l’oggetto di questo intervento.
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