I Bambini vedono in altro Modo

Ho sempre immaginato luoghi mai visti. Luoghi irreali dove capitavo, attraversando una porta aperta che mi consentiva di spostarmi da questo mondo all’altro. Nell’altro mondo diventavo d’un tratto io la sola artefice, nel bene e nel male, di ogni mia azione. Non portavo mai nulla con me da questo mondo. Arrivavo nell’altra realtà da sola. Ricordo bene questo saper fingere a me stessa sull’importanza dei luoghi. Quello di provenienza, il mondo che abitavo, facevo finta non avesse più potere. Ero nell’altra realtà, libera ma da sola. Forse fu allora che cominciò a farsi chiaro nella mia mente il binomio indissolubile solitudine-libertà.
Ovvero, che ne è di me, quando ogni decisione chiama in campo soltanto me, quando incondizionata è la mia scelta pur tuttavia dentro un contesto dato?
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