Stalker e Adolescenza


In inglese il termine stalker decifrato alla lettera, richiama il significato di “inseguire”, tenere sotto controllo. Lo stalker è il “predatore ossessivo”, in certe circostanze latente, che si accanisce contro una presumibile vittima, scortandola a distanza. La ricerca scientifica addita con il termine, un fenomeno che scorge l’essenza di un oppressore molesto, il quale adopera un desiderio irrefrenabile, che lo ammonisce, fino a farlo sbucare all’improvviso nello spazio intimo e sociale della sua vittima. Il trend persecutorio, in certune circostanze, si verifica per opera di pedinamenti e simboli vari contrassegnati con una sigla, che il persecutore consegna ad effetto alla sua preda. Di solito, si è assuefatti nel percepire in qualità di stalker un individuo adulto; in realtà, spesso, taluni adolescenti sciorinano condotte indiscrete ed inopportune, che reiterate nel tempo, potrebbero apparire come segnali di un potenziale disturbo. I baby stalker emergono, qualche volta, come adolescenti necessitanti, perfino, di un mero contatto visivo  con la vittima eletta, la quale, in certe circostanze, fa pervenire al suo oppressore finanche segnali di indifferenza e di rifiuto, che tuttavia, sono interpretati dal sopraffattore, come convalida di un amore contraccambiato. Non è detto, però, che tutti gli adolescenti stalker siano adolescenti psicotici, sebbene, differenti forme di persecution si inseriscono nell’ampio quadro psicopatologico. Notevoli gesti irregolari,
replicati nel tempo, tuttavia, possono essere identificati, quali comportamenti opprimenti.
 
I segnali di stalking
 
·          accanimento nei confronti di una persona;
·          condotte persecutorie e vessatorie reiterate nel tempo;
·          telefonate e bigliettini anonimi inviati alla preda;
·          regali oscuri mandati ad effetto alla vittima;
 
Il fenomeno “baby stalker” lascia intendere che questi soggetti, presumibilmente, in preminenza, abbiano avuto esperienze di distacco tanto intense, da persone beneamate, a tal punto,da congiungersi in maniera morbosa a qualcheduno, proprio per il timore di restare soli. Il baby stalker accresce il suo orientamento persecutorio,allorché più rilevante, è la presenza e/o il contatto con la vittima, nella medesima comunità locale. I baby stalker si riconoscono come soggetti lacunosi di riguardi e attenzioni e ricercano tali penurie, in una relazione subordinata e /o refrattaria. Sovente, a causa della loro timidezza ed indecisione, gli adolescenti stalker, non reclamando una benevolenza in maniera palese, ma tendono a trasformare siffatta motivazione intrinseca in lead overwhelming(condotte opprimenti). Costoro, muovendosi schiettamente, non si rendono conto di incamminarsi in faccende giudiziarie profonde; più facilmente, al disopra di tutto, non riconoscono il malessere psicofisico che si viene a creare. A riportare il loro Io fragile, sono i segnali di disagio e di disequilibrio cognitivo/sociale, che germogliano nei baby stalker, come a dimostrazione: l’ansia di lasciarsi sfuggire al contatto, finanche visivo con la loro vittima. In realtà il fenomeno stalking, per quanto già si è detto, è caratterizzato sì dalla irregolarità, ma non sempre dalla patologia. L’attenzione del legislatore sul disadattamento minorile, ha posto l’attenzione degli amministratori, i quali erogano risorse utili a contenere e/o a risolvere il disagio, purtroppo, con il rischio di etichettare l’adolescenza come l’età del rischio. L’adolescente vive il disagio di crescere, ma il disagio piuttosto che uno stato è un processo, che varia in relazione al compito di sviluppo, che in quel momento l’adolescente sta tentando di portare a termine. Tuttavia, è doveroso ricordare, che alla base di un atteggiamento persecutorio sussistono sicuramente le condizioni sociali, le caratteristiche di personalità, i sistemi valoriali presenti nella cultura di riferimento. Indagare, per analizzare il fenomeno dello stalking adolescenziale, evidenzia l’esigenza di mettere in atto strategie di focus group, ovvero uno sreening utile alla ricerca sociale, basato sulla discussione di un piccolo gruppo di persone, alla presenza di uno o più moderatori, al fine di indagare in profondità, intorno al fenomeno suddetto. I partecipanti sono accuratamente selezionati dai ricercatori. Nel focus group, la relazione si instaura tra più persone, di conseguenza anche tra lo stalker e la vittima; tali presupposti consentono di ascoltare le esperienze degli altri, di rispondere a domande, di porre ovvi interrogativi, di influenzarsi a vicenda, esprimendo talora anche il disaccordo. A questo punto, il ricercatore ghermisce non solo ciò che i partecipanti dichiarano, ma anche cosa e perché. E’ necessario puntare sull’informazione e successivamente sulla notificazione, facendo molta attenzione alla metodologia adottata. In tal modo, si elaborano interventi, cogliendo casi difficili, ponendo in atto un’attività di prevenzione, tesa a costruire lo sviluppo della persona nell’adolescente, eludendo interventi spiacevoli e dolorosi.

TAGS:
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • Technorati
  • email
  • LinkedIn
  • oknotizie
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • FriendFeed
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • PDF
  • Diggita

Adesso su PSICOLAB

Psicologia Giuridica

Sai che Cos’è lo Stalking?

“Non tacere Vivi” si presenta come “maratona” itinerante. E’ il…

Salute

La Psicomotricità Relazionale nell’Età dello Sviluppo

La psicomotricità relazionale si sviluppa in un contesto educativo, importante…

Salute

Doping

Alcuni farebbero provenire la parola doping dal termine olandese “doop”…

Scuola

Armoniosa Melodia

Merci ingombranti da rottamare, prede indifese della morte in agguato,…


Iscriviti alla Newsletter
In carica...In carica...