Il Test SPM

Il TEST SPM di valutazione del problem solving matematico (Lucangeli, Tressoldi, Cendron) si ispira a ricerche contemporanee relative alle componenti cognitive principalmente coinvolte nella comprensione e nella soluzione di problemi verbali e aritmetici. È rivolto all’analisi delle difficoltà di soluzione di problemi matematici in soggetti dagli 8 ai 13 anni, si compone di 4 problemi per ogni classe, da somministrare in uscita dalla classe di appartenenza o in entrata in quella successiva. Ogni problema è suddiviso nelle 5 aree del problem solving al fine di capire in quale di esse il soggetto ha delle difficoltà: comprensione, rappresentazione, categorizzazione, pianificazione, valutazione. Il soggetto deve scegliere una risposta fra 4 alternative dalle caratteristiche costanti per tutte le componenti: una risposta irrilevante, una risposta errata, una risposta parziale, una risposta corretta. La procedura prevede che il soggetto legga il problema, che non esegua operazioni legate alla soluzione del problema fino a che non avrà completato i passaggi preliminari, che segni la risposta corretta per ogni componente e che risolva il problema procedendo poi ad una autovalutazione della procedura di svolgimento. Le prove possono essere somministrate individualmente o collettivamente e le “griglie di correzione” facilitano l’attribuzione dei punteggi. Per ogni soggetto e per ogni componente, vengono sommati i punteggi ottenuti e questi vengono confrontati con i dati normativi; se il totale supera il valore del 10° percentile, la prestazione è considerata sufficiente, se cade sotto il 10° percentile è bene procedere con un training di recupero. Avremo dunque 6 punteggi per soggetto: comprensione, rappresentazione, categorizzazione, pianificazione, svolgimento, autovalutazione. Accade spesso che le difficoltà derivino da incapacità di estrarre le informazioni rilevanti rispetto alla domanda posta dal problema, o da difficoltà di comprensione del significato dei vocaboli, perciò sarà utili procedere con una valutazione della comprensione del testo. In ambito “rappresentazione”, un approfondimento diagnostico potrebbe mirare a valutare l’esistenza di difficoltà di memorizzazione e uso delle informazioni visuospaziale (come nella sindrome non verbale).

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