Il Disturbo Della Scrittura

Di Che Cosa Si Tratta
L’apprendimento della scrittura è stato per molto tempo ritenuto secondario all’apprendimento della lettura, ed è difficile riscontrare un disordine della lettura che non sia associato a difficoltà di scrittura o ad altri problemi di apprendimento. Tuttavia, il disturbo della scrittura è causato da problemi di natura varia, come il controllo adeguato del movimento delle mani, la trasformazione delle conoscenze fonologiche in grafemiche, l’uso delle regole ortografiche. Dunque sono molte le abilità richieste per scrivere e si riferiscono a domini di conoscenze diverse, individuabili in almeno tre ambiti distinti: prassico, linguistico, cognitivo.
La disortografia è una compromissione a livello della cifrazione nelle componenti di velocità ma soprattutto di correttezza della scrittura, con errori di ogni tipo, fonologici e non. Per valutare le difficoltà nella scrittura si usano prove particolari della Batteria Cornoldi-Tressoldi, come modalità di controllo della scrittura a livello ortografico.
Prova 1: rapidità aprassica, al bambino sono fatte vedere delle sillabe “le” e gli si chiede di scrivere per un minuto queste sillabe in fila, senza mai staccare la penna. Questa prova coinvolge un’abilità di scrittura dove non è necessario riflettere su ciò che si scrive;
prova 2: rapidità fonologica, al bambino si chiede di scrivere la parola “uno” per il tempo di un minuto. Questa prova coinvolge abilità prassiche, si deve riflettere su ciò che si deve scrivere e associare grafemi a fonemi;
prova 3: rapidità semantica, al bambino si chiede di scrivere i numeri in parole in modo ordinato. Questa prova coinvolge la componente prassica e semantica attraverso il ricorso al magazzino delle “parole intere”.
Ai fini della diagnosi funzionale, se la prestazione risulta essere inferiore al 10° percentile si procede alla valutazione delle componenti prassiche, linguistiche e cognitive, in particolare si analizzeranno la discriminazione fonemica (ripetizione di non parole PRCR-2), l’analisi fonemica (prove di analisi fonemica PRCR-2, COSSU), la corrispondenza fonema-grafema (dettato di fonemi isolati, dettato di non parole Sartori-Job-Tressoldi), il lessico di parole (dettato di frasi con parole omofone Sartori-Job-Tressoldi), la velocità prassica (velocità di scrittura di grafemi identici) e se la prestazione risulterà inferiore al 10° percentile si potrà parlare nell’ordine di disturbo di discriminazione fonetica, disturbo di memoria e analisi fonetica, disturbo di associazione fonemi-grafemi o disturbo fonologico di decodifica, disturbo del lessico di parole, disturbo delle prassie della scrittura.

Le Diverse Forme
Disturbo di discriminazione fonemica, viene accertato mediante prove di ripetizione di non parole, mette in evidenza un deficit nella componente di Discriminazione Fonemica; si tratta di una capacità poco indagata, perchè si ritiene che oltre i sei anni non si possano riscontrare difficoltà nel rilevare differenze nell’ascolto tra fonemi. Tuttavia è possibile che difficoltà minori passino inosservate con conseguenze pesanti. I logopedisti possono fornire indicazioni su molti esercizi utilizzabili per migliorare la discriminazione fonemica.

Disturbo di memoria e analisi fonemica, accertato mediante prove di analisi fonetica esso presenta un deficit nell’area Analisi Fonemica, quella abilità che consiste nel rilevare tutti i fonemi della parola ascoltata o pensata. Gli esercizi di trattamento riguardano l’allenamento della memoria uditiva, la segmentazione e la fusione uditiva.

Disturbo di associazione fonema-grafema e disturbo fonologico di decodifica, accertati mediante dettato di fonemi isolati e di non parole, rivelano deficit di Corrispondenza fonema-grafema, un’abilità che consiste nell’associare i fonemi identificati grazie all’analisi fonemica, con i relativi grafemi. La natura astratta di fonemi e grafemi rende questa abilità di difficile acquisizione nei primi anni di scuola. Per il trattamento Bradley e Thompson hanno proposto il metodo dello spelling orale simultaneo alla scrittura delle singole lettere; esistono molti esercizi e anche software che aiutano in compiti di questa natura.

Disturbo del lessico di parole, accertato mediante dettato di frasi con parole omofone non omografe, presenta un deficit di Lessico di Parole. Per quanto riguarda l’intervento, le parole irregolari possono solo essere memorizzate, tutti gli altri errori omofoni possono essere annullati mediante il consolidamento delle conoscenze lessicali e grammaticali.

disturbo delle prassie della scrittura, accertato mediante prove di velocità di scrittura, presenta deficit di Velocità Prassica, ovvero di quelle abilità di motricità fine della mano che permettono di creare la forma dei grafemi.
La disgrafia consiste nella compromissione della componente prussica, che si riflette in una scrittura stentata e illeggibile. Con soggetti frequentanti il primo ciclo della scuola elementare si attuano interventi che mirano al miglioramento di questa abilità; con soggetti più grandi invece si suggerisce il ricorso a metodi alternativi di produzione, come l’uso della tastiera del computer.

Per quanto riguarda i suggerimenti didattici, in presenza di bambini disortografici o disgrafici si consiglia di puntare sulle loro competenze testuali, valorizzando ed insegnando strategie utili per scrivere correttamente; valutare gli errori ortografici secondo criteri diversi da quelli usati con i bambini che non presentano il disturbo; dare loro più tempo per scrivere ed evitare i dettati; guidare l’autocorrezione segnalando gli errori e lasciando che il bambino si corregga; ridurre il peso della scrittura in compiti dove non sia necessaria; evitare che il bambino studi sui suoi appunti; consentire l’uso del computer soprattutto se sono compromesse le componenti prassico-motorie; gli interventi devono essere costanti.

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