I Disturbi Specifici Dell’espressione Scritta

Quando parliamo di produzione del testo intendiamo riferirci alla scrittura in quanto capacità di produrre testi significativi, si tratta di un processo complesso che richiede autoregolazione, pensiero e strategie.
Modello di Hayes e Flower, o modello a tre blocchi. Il primo blocco è identificato nel contesto del compito, ovvero argomento, destinatario, stimoli motivanti; il secondo blocco è la memoria a lungo termine, che permette di richiamare alla mente tutta una serie di informazioni rispetto all’argomento, al destinatario, al piano di scrittura; il terzo blocco è identificato nel processo di scrittura, in cui viene pianificata l’attività di scrittura organizzando il materiale in base agli obiettivi, viene effettuata la trascrizione, per cui è necessario saper scrivere velocemente e correttamente attivando diverse conoscenze e strategie, alla fine si effettua una revisione attraverso la rilettura, una valutazione ed un’eventuale correzione non solo ortografica ma anche strutturale; questo ultimo blocco necessita di un monitoraggio costante.
Tenendo a mente questo modello si può comprendere a quale livello si situi la difficoltà per agire così su di essa con interventi volti a favorire il soggetto sul versante della traduzione in parole di ciò che pensa. La critica rivolta a questo modello consiste nel fatto che il suo utilizzo ipotizza l’avvenuto passaggio attraverso la strumentalità, ovvero che il bambino sappia già tradurre il discorso orale in discorso scritto, perciò è un modello che descrive il processo di scrittura di uno scrittore esperto, maturo, non quello di un bambino che è appena entrato a scuola.
Modello di Bereiter e Scardamaglia. Gli autori sostengono come il processo di scrittura dello scrittore inesperto sia profondamente diverso da quello dello scrittore maturo; essi ritengono che appena superata la fase della strumentalità della scrittura, i bambini, se viene loro richiesto di scrivere una storia che conoscono ad esempio, non raccolgono le idee procedendo in una pianificazione di ciò che devono scrivere, ma scrivono tutto quello che sanno sull’argomento. Lo scrittore esperto invece raccoglie le idee, le organizza a seconda degli obiettivi del testo, pensa a quale forma dargli, compiendo un percorso più complesso che lo porta ad una maggiore elaborazione dell’informazione e quindi alla produzione di un testo più chiaro e completo. Si ha quindi un fondamentale passaggio da scrittura sequenziale a scrittura integrata e ciclica, fino ad arrivare ad una scrittura epistemica, cioè ad una scrittura che serve per comprendere meglio ciò che si pensa.
Per quanto riguarda la produzione di testo scritto, non è possibile parlare di disturbo, si parlerà di difficoltà di scrittura di un testo poiché si tratta di un’attività molto complessa ed è difficile riscontrare difficoltà in tutte le componenti del processo. Prendere in mano un testo significa avere il risultato di un processo, un prodotto e non il processo che da esso possiamo solo inferire. Per conoscere quale sia il tipo di processo di scrittura messo in atto e andare ad agire a quel livello, migliorarlo, devo creare una sorta di questionario di autovalutazione clinica, chiedendomi cosa fa il soggetto prima di scrivere un testo, come procede, se scrive solamente o contemporaneamente fa altro, cosa fa quando ha finito. Questa indagine consente la valutazione di tipo qualitativo del processo di scrittura ed è quindi in gradi di dirci a quale livello il soggetto presenta delle difficoltà. Nel momento in cui si valutano i processi di apprendimento, dobbiamo tenere conto del fatto che è importante anche la modalità di insegnamento utilizzata.

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