La Contraddizione del Funzionalismo: Reificazione delle Organizzazioni o Recupero della Dimensione Soggettiva. Talcott Parsons.

Ben diversa da quelle dei precedenti autori è la posizione del funzionalista Talcott Parsons, che sembrò dimenticare la centralità dell’individuo, per lasciare spazio all’entità organizzazione.
Parsons tra la fine degli anni ’30 e gli inizi degli anni ’60 elaborò la cosiddetta teoria AGIL (Adaptation, Goals, Latency, Integration), secondo la quale ogni sistema sociale, per sopravvivere, deve rispondere a determinati requisiti ed assolvere precise funzioni.
Le azioni a cui Parsons fece riferimento devono essere compiute dai sistemi sociali e, quindi, anche dalle organizzazioni lavorative; tuttavia l’autore non considerò chi effettivamente è chiamato a compiere queste azioni, trascurando la rilevanza degli interessi, dei conflitti e delle caratteristiche individuali.
I soggetti scompaiono, per lasciare spazio alle organizzazioni e ai loro incessanti processi di adattamento.
L’organizzazione, come nota Bonazzi, venne reificata, da realtà collettiva quale è, fu considerata un essere vivente dotato di “…una volontà e di una coscienza…”, perse vigore l’elemento soggettivo, la sensazione individuale, il vissuto intimo e si tornò ad una standardizzazione, che, durante gli anni del funzionalismo, se cominciava a scomparire a livello tecnologico, tornava, di tanto in tanto, a farsi sentire sul piano teorico organizzativo.

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