Studio Neuropsicofisiologico nel Parkinson
ABSTRACT
Potenziali evocati evento-correlati (ERPs), ottenuti con il classico paradigma “odd-ball” uditivo (stimoli
tonali e verbali) con conteggio dello stimolo target (raro), sono stati registrati in pazienti denovo,
di prima diagnosi di morbo di Parkinson ed in soggetti normali che compongono il gruppo di
Controllo. Appartiene al gruppo Sperimentale un caso singolo di Parkinsonismo (Atrofia
Multisistemica-MSA).
I pazienti appartengono ad uno stadio iniziale della malattia; la sintomatologia motoria non ha raggiunto
un elevato grado di disabilità. Tutti i pazienti non sono in trattamento farmacologico.
In accordo con altri studi degli ERPs in pazienti con breve durata di malattia, non abbiamo evidenziato
alterazioni significative di latenza.
Differenze maggiormente significative negli ERPs sono state riscontrate invece riguardo ai parametri
ampiezza e area.
In accordo con i correlati elettrofisiologici della “demenza sottocorticale” sono state rilevate alterazioni
a carico di componenti precoci, quali la P2 e la N2.
L’ampiezza e l’area della P2, manifestazione precoce di quei processi di decisione correlati con le
successive componenti endogene N2 e P3, sono maggiori nel gruppo dei pazienti; l’area della N2,
considerata come espressione del processo decisionale relativo alla discriminazione sensoriale dello
stimolo atteso, è risultata globalmente maggiore nei pazienti i quali, a differenza dei controlli,
generano una N2 ancora più ampia nelle risposte agli stimoli rari verbali rispetto a quelli tonali.
La P300 è espressione globale dei molteplici processi cerebrali implicati nel mantenimento della
memoria di lavoro. Riguardo ad essa abbiamo evidenziato una riduzione significativa di ampiezza e area nel gruppo dei pazienti, in entrambe le modalità di stimolo utilizzate, ovvero sia in risposta ai
toni che alle parole, senza differenze tra i due tipi di stimoli.
Al fine di compiere una valutazione globale del coinvolgimento cognitivo è stato impiegato il Mini-
Mental State Examination (MMSE). Il deficit cognitivo non raggiunge entità tale da indicare veri e
propri quadri di demenza; escludiamo pertanto che i pazienti de-novo esaminati nel nostro studio
siano dementi.
Al Wisconsin Card Sorting Test i pazienti hanno commesso un numero significativamente maggiore di
errori non-perseverativi; anche la percentuale di errori perseverativi ha raggiunto significatività statistica
del gruppo. Tuttavia il deficit attenzionale riportato nel gruppo dei pazienti non si può ritenere
globalmente patologico.
L’attenzione è apparsa compromessa in risposta ad un compito di attenzione sostenuta; al
Cancellation Test il gruppo Sperimentale ha riportato un numero significativamente maggiore di
errori rispetto al gruppo di Controllo. I dati derivanti dalla valutazione della depressione, eseguita
mediante il Beck Depression Inventory, (BDI) confermerebbero la presenza di sintomi depressivi di
lieve o moderata entità nel gruppo dei pazienti, in accordo con la letteratura riguardante la depressione
nelle fasi iniziali del Parkinson.
Le anomalie degli ERPs e le prestazioni deficitarie ai test sembrano confermare la presenza di
disturbi cognitivi già in fasi precoci della malattia.
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