Arte e Cervello: perché?

Ad un primo impatto, per qualcuno l’accostamento tra arte e cervello potrebbe stridere un po’. Da una parte il cervello, un ammasso di cellule che intrecciano le loro ramificazioni, materia grigia delicata e misteriosa studiata da individui col camice bianco e l’occhio fisso al microscopio; dall’altra l’arte, quindi la musica, la pittura, la poesia, le cui opere richiamano ricordi, fanno sognare, provocano un momentaneo distacco dalla realtà per condurci in universi fantastici.
Ma due sono i fili che possiamo subito tirare per trovare uno stretto legame tra arte e cervello, così da renderci conto che le due cose non sono poi così separate: innanzitutto, la “produzione” di un’opera d’arte ha senza dubbio origine nel cervello; in secondo luogo, la “percezione” di un’opera d’arte produce molteplici effetti nel cervello, su più livelli.
Cosa accade nel cervello dell’artista nel momento in cui viene creata un’opera d’arte? Possiamo immaginare che l’intero cervello contribuisca a tale produzione, anche se in misura diversa. Ad esempio, la neocorteccia, responsabile delle attività razionali dell’uomo, sarà coinvolta in maniera marginale rispetto al contenuto dell’opera e maggiormente per quanto riguarda l’aspetto della percezione e della coordinazione motoria, mentre il lobo limbico, responsabile delle emozioni, avrà probabilmente un ruolo principe. Lo stesso accadrà allo spettatore davanti ad un quadro o all’ascoltatore di un brano musicale. Quindi, un’opera d’arte ha la capacità di stimolare il lobo limbico, dunque di richiamare emozioni. Nell’esperienza artistica, infatti, si possono distinguere due stadi: il primo è caratterizzato dal semplice desiderio di esperire l’opera d’arte in sé, mentre il secondo è caratterizzato dalle sensazioni e dalle emozioni che derivano dall’esperienza artistica, un “piacere estetico”. Questo secondo stadio, di soddisfazione, potrebbe essere dovuto al rilascio di endorfine, a cui conseguirebbe un senso di piacere e di quiete. Ma perché questo non avviene guardando una parete bianca o ascoltando il suono di una sirena? E perché una certa opera è considerata opera d’arte ed un’altra no? Sicuramente stimoli diversi hanno la capacità di produrre reazioni diverse all’interno del cervello, e di conseguenza in tutto il corpo. Una grossolana distinzione che possiamo fare è quella tra stimoli piacevoli (il suono dell’acqua che scorre in un ruscello) e spiacevoli (il suono di un allarme), ma senza dubbio gran parte di “responsabilità”, circa la distinzione tra ciò che è arte e ciò che non lo è, è da attribuirsi alla Cultura, capace di tracciare le regole per il lecito e l’illecito, il bello ed il brutto.
Gli articoli ispirati ad Arte e Cervello, sono a cura di Luca Francesco Ticini, e cercano di approfondire questi temi, nel tentativo di individuare i correlati neurobiologici che stanno alla base del piacere dell’esperienza artistica.
Firenze, 13 Dicembre 2003
Salute
La Sindrome di Asperger, cos’è, cosa sembra
Sindrome di Asperger è la definizione di un insieme di…
Scuola
Il Processo di Identificazione negli Adolescenti
Sono giunta al capolinea e, dopo le tante specializzazioni, spero…
























In carica...