Neocorteccia e pianificazione del movimento

L’immagine mentale del corpo dipende dagli input visivi, propriocettivi e somatosensoriali che arrivano alla corteccia parietale posteriore.
Vi sono due aree di particolare interesse nella corteccia parietale posteriore: l’area 5, che è il bersaglio degli input provenienti dalle aree coricali somatosensoriali 1, 2 e 3, e l’area 7 che è il bersaglio delle aree visive corticali di ordine superiore come la TM.
I pazienti con lesioni in queste aree dei lobi parietali mostrano bizzarre anomalie nella percezione della loro immagine corporea e nella percezione delle relazioni spaziali. Nel caso clinico estremo, il paziente ignora la parte del suo corpo controlaterale rispetto alla lesione parietale (sindrome di neglect).
Queste aree prefrontali insieme con la corteccia parietale posteriore, rappresentano il livello più alto della gerarchia del controllo motorio, dove vengono prese le decisioni su quali azioni cominciare e sul possibile esito. La corteccia prefrontale e quella parietale inviano assoni che convergono nell’area corticale 6.
L’area 4 e 6 contribuiscono alla maggior parte degli assoni che formano il tratto corticospinale discendente. Dunque, l’area 6 giace nel punto di convergenza in cui i segnali che codificano quali azioni siano programmate vengono convertiti in segnali che, a loro volta, specificano come le azioni verranno portate a termine.
Esistendo una stretta relazione tra il flusso locale sanguigno del cervello e l’attività neurale, è possibile disegnare una mappa delle zone di attivazione corticale che accompagnano i movimenti volontari.

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